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| Birmania Itinerario 1 Myanmar fai da te Testi di Marco Tartaglia Foto di Michele Falzone Punto di partenza e arrivo: Italia/Bangkok Durata: 21 gg. Lunghezza: ca. 900 km + tratte in aereo e barca Mezzo di trasporto: aereo; auto a noleggio; bus e barche locali Difficoltà: nessuna Prezzo: 1500 euro circa compreso il volo da/per l'Italia La Birmania, oggi Myanmar: un Paese che ha tenuto per decenni i propri confini chiusi al turismo, una dittatura violenta e oppressiva che solo adesso pare allentare un po' le proprie catene (ma forse solo in apparenza, ad uso e consumo dei turisti), un popolo meraviglioso che conosce soltanto il sorriso. Andare in Birmania non è solo un viaggio in Estremo Oriente, ma è anche un viaggio nel tempo: già fuori dall'aeroporto di Yangon, ma mille volte di più nel resto del Myanmar, vi sembrerà di essere tornati a 200 anni fa. I mezzi di trasporto più diffusi sono i carri trainati dai buoi, e poi le biciclette e i calessini tirati dai cavalli. Le strade sono disseminate di buchi. Le case sono semplici capanne per lo più su palafitta per evitare gli allagamenti nella stagione delle piogge. E poi naturalmente i migliaia di stupa, di templi e di pagode disseminati ovunque. Le strutture turistiche private sono semplici e spartane ma confortevoli: quasi ovunque troverete camere con bagno, ma sono rari (per fortuna!) gli alberghi a 4 stelle e i ristoranti internazionali. Non c'è bisogno di andare con un viaggio organizzato. La dittatura (è triste ma è cosìo) garantisce una assoluta sicurezza in ogni luogo accessibile per cui potete girare ovunque da soli e in tranquillità. Lo stupa dorato della Shwedagon paya di Yangon Il lago Inle a l tramonto - ©Michele Falzone Certo, bisogna avere un minimo di spirito di adattamento e poca puzza sotto il naso: i ristoranti sono molto semplici e offrono per lo più cucina locale; la corrente elettrica è a 220 volts alternata, nel senso che c'è e non c'è a seconda dei momenti; può capitare di doversi tirare su i pantaloni per attraversare una strada che è diventata temporaneamente un fiume in piena; dovrete mettere e togliere le scarpe ogni volta che vi avvicinate ad un luogo che è o è stato sacro, e questo significa decine di volte al giorno... Se tutto questo vi preoccupa andate pure in vacanza ad Alassio o a Riccione, altrimenti visitate questo splendido Paese e vedrete che non ve ne pentirete! Primo giorno: Milano - Bangkok (aereo) Partiamo alle 16,40 da Malpensa con volo Blue Panorama per Bangkok (compagnia di linea Italiana, aerei Boing 767 nuovi, servizio eccellente. Unica pecca uno scalo a Bologna. Prezzo ottimo 549 Euro a testa MXP - BKK andata e ritorno. Sito www.blue-panorama.com). Secondo giorno: Bangkok - Yangon (aereo) Arriviamo a Bangkok alle 10,40 (+ 5 ore rispetto all'Italia durante l'ora legale, + 6 in inverno) e aspettiamo il volo Thai per Yangon delle 18,00 (221 euro a/r). C'è anche un volo alle 11,25, ma temevamo di perderlo in caso di ritardo. Arriviamo a Yangon alle 18,50 locali (+ 4,30 in estate) dove ci aspettano l'incaricato della Air Mandalay con i nostri biglietti e Kyaw, dell'agenzia birmana, il quale ci da un passaggio fino all'hotel che avevamo scelto e prenotato dall'Italia: il City Star Hotel che è in centro, vicino alla Sule Paya. E' un albergo cinese, in comoda posizione, pulito e tranquillo. La camera doppia costa 25 dollari, colazione compresa (www.citystarhotel.com). Sistemati i bagagli siamo andati a passeggio nei dintorni e a prendere un aperitivo allo Strand Hotel, un lussuoso albergo coloniale, probabilmente l'unico luogo di Yangon non coinvolto dal grande caos che impera in città. Terzo giorno: Visita di Yangon Lo stupa dorato della Shwedagon paya di Yangon Monaco theravada Dall'albergo prendiamo un taxi (800 kyat; 1 euro=1050 kyat) per la Swedagon Paya, il più maestoso complesso di templi e di stupa della capitale. La pagoda principale è alta 98 m ed è ricoperta da oltre 8000 lamine d'oro che brillano al sole mentre centinaia di campanellini tintinnano ad ogni alito di vento. All'interno del complesso regna un'atmosfera mistica in assoluto contrasto con il caos cittadino. Ovviamente tutto il complesso si gira a piedi nudi e questo può diventare un vero problema nelle giornate di sole perché i pavimenti diventano veramente infuocati (L'ingresso costa 5 $ + 3 $ per il diritto di scattare fotografie). Di fronte alla Swedagon c'è un'altra pagoda carina: la Maha Wizaya Paya. Da qui, con un taxi, si raggiunge la Chaukhtgyui Paya che ospita un enorme Buddha sdraiato oltre a una quantità di persone intente a pregare, mangiare, dormire o predire il futuro. Con un altro taxi (1500 kyat) raggiungiamo la Botataung Paya (2000 kyat) sulla riva del fiume che funge anche da porto di Yangon. Infine con un risciò (500 kyat) andiamo a visitare la Sule Paya, vicino all'hotel: francamente nulla di particolare. Vicino alla Sule Paya c'è il Yatha Tea Shop (Mahabandoola Road 353, 5 traverse dopo la Sule Paya in direzione est), un localino dove si può gustare ottimo thè indiano accompagnato da spuntini salati e dolci: è stato il nostro pranzo ed è costato ben 720 Kyat in due (cioè 36 centesimi a testa!). Il pomeriggio è proseguito a spasso per il mercato Theingyi Zei, ricco di mercanzie e prodotti alimentari e frequentato esclusivamente da locali e poi con una interessante visita ad un convento buddhista al quale eravamo stati invitati in mattinata da un monaco che ci aveva avvicinato alla Swedagon Paya: lì abbiamo appreso come si svolge la giornata di un monaco e quale sia lo spirito che anima i conventi buddhisti: se vi capita, approfittatene. Quarto giorno: Yangon - Mandalay (aereo) - Sagaing - Inwa - Amarapura - Mandalay (km 60 circa) Non è ancora l'alba quando prendiamo un taxi per l'aeroporto (5000 kyat) dove, alle 6.45, ci attende il volo Air Mandalay per Mandalay dove arriviamo alle 8 in punto. All'aeroporto di Mandalay ci aspetta l'autista birmano con la sua Toyota Saloon che ci accompagnerà per i prossimi 8 giorni. Prima tappa all'albergo per lasciare i bagagli: su consiglio dell'autista non andiamo a quello indicato dalla guida ma all'Hotel Unity (16 dollari la camera - unityhotel@mptmail.net.mm), molto più comodo e vicino al centro (Mandaly è una città molto grande e molto caotica). Lasciati i bagagli in albergo si parte alla volta delle città imperiali: Sagaing, Inwa e Amarapura (2 biglietti per tutte le zone da visitare: 3 dollari per Sagaing e Mingun; 10 dollari per Mandalay, Inwa, Amarapura). Vi sono una serie di templi, stupa e monasteri in tek, alcuni parzialmente in rovina, altri ben conservati, che vi faranno assaporare la vera essenza della Birmania: un misto di misticismo e di praticità ambientato in uno scenario settecentesco tra carri trainati dai buoi e calessini... che incanto! Sagaing comprende decine e decine di stupa che, dal fondo valle, si arrampicano fino alla cima della collina, con panorami mozzafiato. La chicca è Inwa: la macchina si arresta dove la strada è crollata sulla riva del fiume Ayeyarwady: da qui si prosegue in barca, anzi, meglio definirla zattera, e poi con il calesse, unico mezzo di trasporto possibile. A Inwa si visitano i resti del palazzo reale, una pagoda e poi, dopo un lungo tragitto con il calesse tra le diramazioni del fiume, si giunge dove sorge il Bagaya Kyaung, un meraviglioso convento buddhista interamente in tek, estremamente bello e suggestivo. La giornata termina visitando il vicino Ubein Bridge, ponte pedonale in tek lungo 1200 m e sostenuto da 984 pali in tek, e infine la bellissima Mahamuni Paya, pagoda molto bella che si trova tra Amarapura e Mandaly (le due città in realtà sono praticamente unite). Quinto giorno: Mandalay - Mingun - Mandalay Lo stupa dorato della Shwedagon paya di Yangon Rangoon intorno a Shwedagonc Alle ore 9 parte (dal molo sul fiume Ayeyarwady, all'estremità occidentale della Bayntnaung road, la 26a strada) l'unica barca per raggiungere l'altra città imperiale birmana: Mingun (a/r 1500 kyat, ritorno alle ore 13). Mingun si trova sulla sponda opposta del fiume rispetto a Mandalay e sembra che qui il tempo si sia dimenticato di trascorrere: capanne in legno e paglia, strade sterrate, oche, galline, carri trainati dai buoi, bancarelle di frittelle di mais e qualche negozietto fanno da cornice ai monumenti da visitare tra i quali vi è la più grossa pagoda del mondo (in realtà incompiuta, ma dalla sommità si gode una splendida vista), la più grossa campana intatta del mondo e i resti ben conservati di altri stupa e templi. Purtroppo è forse il posto della Birmania più frequentato dai turisti e questo toglie un po' di fascino ad una località che rimane comunque affascinante. Il pomeriggio lo dedichiamo a Mandalay Hill, una collina verso la periferia di Mandaly che ospita ai suoi piedi e sulla sua sommità una serie di complessi buddisti formati da templi e da centinaia di stupa a formare un paesaggio incantato. Abbiamo di proposito saltato il Forte di Mandalay perché, a parte le mura di cinta, non offre più nulla da vedere. Sesto giorno: Mandalay - Pindaya - Lago Inle (km 350 circa) Partenza alle 7,30 per Pindaya e Lago Inle. Otto ore di viaggio sono necessarie per arrivare a Pindaya, un luogo estremamente stravagante: si tratta di grotte visitabili contenenti circa 8000 Buddha di ogni dimensione, colore, materiale (l'ingresso costa 3 dollari). Dopo altre 3 ore di auto arriviamo al Lago Inle. Qui alloggiamo all'Hotel Paradise di Nyuang Shwe: bei bungalow contornati da un grazioso giardino (23 dollari la camera doppia, trattando sul prezzo. Le stanze sono ampie e pulite, dotate di aria condizionata). A cena proviamo un ristorante indiano in riva al fiume: l'Aroma Indian Food: ottima cena per 4200 Kyat in due (cucina indiana non esageratamente piccante; 2 euro a testa). Settimo giorno: Lago Inle did Pescatore sul lago Inle - ©Michele Falzone Direttamente con l'albergo organizziamo il giro del fiume in barca. Vi sono diverse opzioni, e noi scegliamo quella che prevede il giro più lungo e completo e che impegnerà l'intera giornata (13000 kyat + 3 dollari a testa di tasse per l'accesso al lago.) Il giro è stupefacente! Visitiamo villaggi dimenticati dal mondo, mercati ricchi di colori, odori, tessuti, cibi e mercanzie. Visitiamo i laboratori artigianali su palafitta dove si lavora la seta, il loto, l'argento, si fabbricano i coltelli e i sigari birmani. Passiamo con la barca tra gli "orti galleggianti", veri e propri orti fatti di terra poggiata su un intreccio di alghe e canne che galleggiano sul lago, ancorati al fondo con canne di bambù e coltivati a pomodori... Fantascienza? No, Birmania! Poi si risale il fiume fino a Indein, altro villaggio sperduto ai piedi di una collina che ospita alla sua sommità una pagoda con decine di stupa. Indein non è raggiungibile in barca durante la stagione secca. Dopo cena c'è ancora la forza per assistere allo spettacolo delle marionette, evento culturale di primaria importanza in Myanmar. Il " teatro" può ospitare non più di 8 spettatori, ma questa sera siamo in due: non posso dire che sia bello ma certamente interessante. Una serata diversa al costo di soli 2 dollari! Ottavo giorno: Lago Inle Nuovo giro in barca (5000 kyat) sul lago per vedere il villaggio di Kaundaing e il suo mercato, che offre ogni sorta di prodotto agricolo oltre alle caratteristiche borse birmane e agli abiti nei tessuti e nei colori tradizionali. Il pomeriggio lo trascorriamo a zonzo per il paese di Nyaungshwe, i suoi negozi, il suo mercato, le sue pagode, le sue sale da thè e quasi per caso visitiamo anche il museo che è ospitato all'interno di quello che fu il Palazzo Reale: da non perdere! Il palazzo è molto bello e il museo raccoglie alcuni abiti ed oggetti personali dei reali oltre ad alcuni splendidi pezzi di mobilio, tra cui il trono. Nono giorno: Lago Inle - Bagan (km 350 circa) Lasciamo a malincuore il Lago Inle alla volta di Bagan, sito archeologico sconfinato che comprende oltre 2000 tra templi e stupa ben conservati ed altri 2000 ridotti in rovina dai terremoti, tutti del XII sec. d.c. Partenza alle 7,30 e arrivo alle 17,30 dopo 350 chilometri di "strada". All'ingresso della zona archeologica si pagano 10 dollari a persona. Decidiamo di trattarci bene e andiamo in un bell'albergo della Old Bagan (il cuore della zona archeologica). L'hotel, prenotato via internet dall'Italia, si chiama Thande Hotel (thande@myanmar.com.mn): i bungalows costano 24 dollari a notte (40 in riva al fiume) e sono dotati di ogni confort. C'è la piscina (magnifica per rinfrescarsi durante il giorno o la sera, anche dopo cena) e non è lontano da un gruppo di ristorantini locali buoni ed economici. In albergo si possono affittare le biciclette (1500 kyat al giorno), fantastico mezzo di trasporto per girare tra templi e stupa in religioso silenzio e in assoluta libertà. Per i pigri ci sono gli "Oscar", calessini trainati dai cavalli. Decimo giorno: Bagan Il tramonto sulla piana di Bagan Cupole a Bagan Giornata intera in bicicletta in giro per Bagan. Inutile tentare di seguire un percorso preciso né tantomeno provare a descriverlo. Ci sono migliaia di stupa e templi ovunque. Procuratevi una piantina e un cappello di paglia (utile contro il sole e contro la pioggia) e cominciate a pedalare: non dovrete fare altro che perdervi tra le meraviglie di Bagan. Al tramonto salite in cima alla Swesadaw Paya , naturalmente senza scarpe... ne varrà la pena! E la sera, dopo un tuffo in piscina, vi sentirete stanchi ma totalmente conquistati dal fascino di questo meraviglioso ed ospitale Paese che si chiama Myanmar. Undicesimo giorno: Bagan - Monte Popa - Bagan (km 80 circa) Mattinata dedicata alla visita dei templi di New Bagan, un po' lontani per andarci in bicicletta, e al Monte Popa, distante 40 km (1 ora). In mezzo alla pianura di Bagan si erge questo monte sacro che in cima ospita naturalmente un insieme di stupa e templi. La lunga scala per arrivare in cima è piena di scimmie e da lassù si vede un bel panorama. Tuttavia credo sia la cosa meno interessante che abbiamo visto e si può tranquillamente tralasciare. A questo punto salutiamo il nostro autista e la nostra macchina dopo aver saldato l'importo pattuito di 320 dollari. Pomeriggio di nuovo in giro in bicicletta per Bagan e puntatina ai produttori di lacche dove, ovviamente, acquistiamo di tutto. Dodicesimo giorno: Bagan - Yangon (aereo) Ultima mattina a Bagan. Di buon'ora visitiamo il Museo, molto interessante, e poi a zonzo in bicicletta senza meta a lasciarci affascinare dalla moltitudine di stupa che si ergono verso il cielo. Nel primo pomeriggio partiamo dall'albergo in taxi per l'aeroporto (3500 kyat) e alle 17,15 volo Air Mandaly per Yangon. All'aeroporto ci viene a prendere Kyaw (si legge Ciò), quello dell'agenzia Santa Maria (santamaria@mptmail.net.mm) e ci accompagna all'albergo di lusso che c'è di fronte all'aeroporto, Hotel Yangon Sison, (ex Ramada Airport Hotel) dove, grazie a lui, paghiamo 30 anziché 40 dollari la camera doppia. Tredicesimo giorno: Yangon - Bangkok (aereo) - Champon (treno) Alle 8 del mattino la navetta dell'albergo ci riporta all'aeroporto dove, dopo aver pagato la tassa d'uscita di 10 dollari a testa, prendiamo il volo della Thai alle 10,05 per Bangkok, dove arriviamo alle 11,50. Da qui taxi per la stazione (250 bath = 5 euro) dove depositiamo i bagagli per poi andare in giro per la città: il Buddha d'oro, China town, Siam Square, Palazzo reale... ma che brutti la confusione, la frenesia, l'affarismo di Bangkok dopo la pace, la semplicità, il misticismo della Birmania!!! Un po' delusi e con la Birmania nel cuore e negli occhi prendiamo il treno delle 22,50 per Champon, dove arriveremo domattina alle 6. Quattordicesimo giorno: Champon - Koh Tao (bus e barca) did Didascalia - ©Michele Falzone Dalla stazione di Champon 15 minuti di pullman e poi 3 ore di barca ci consentono di arrivare a Koh Tao, isoletta a nord di Koh Samui (volendo c'è l'aereo da BKK a Koh Samui e poi il motoscafo, ma dove va a finire la poesia del viaggiatore?!). Altra barchetta e finalmente arriviamo a Koh Nang Yuang, paradiso formato da tre isolette unite tra loro da sottili lingue di sabbia, frequentato dai subacquei (come noi) alla scoperta dei fondali tropicali. Peccato che questo paradiso sia anche frequentato da orde di giapponesi in visita sull'isola per qualche ora prima di scomparire nuovamente sulle loro navi e lasciare che l'isola torni alla sua tranquillità. Quindicesimo - ventesimo giorno: Koh Nang Yuang 8 giorni di relax e immersioni, dormendo in graziosi bungalow al costo giornaliero di 1500 bath (30 euro la camera doppia. I bungalow sono discretamente incastonati sulle pendici delle due isolette più grandi: alcuni in riva al mare, altri sulla collina con o senza vista a mare, alcuni con aria condizionata altri con il ventilatore. Per prenotazioni info@nangyuan.com). Ventunesimo giorno: Koh Tao - Bangkok - Italia La via del ritorno ci riporta a Bangkok e da qui, dopo una notte al Royal Hotel (2 Ratchadamnoen Avenue , costo 26 dollari), ahimè, in Italia. |
| ****Questo articolo è rilasciato sotto i termini della
GNU Free Documentation License Esso utilizza materiale tratto da http://it.wikipedia.org/wiki/Birmania Cronologia http://it.wikipedia.org/w/index.php?title=Birmania&action=history MyanmarDa Wikipedia, l'enciclopedia libera.
(Redirect da
Birmania)
Il Myanmar (ex Birmania), è uno Stato del sud-est asiatico. Dal 1988, a seguito di un colpo di stato, la nazione è governata dai militari. Il Myanmar è uno dei paesi in via di sviluppo. Ha una popolazione approssimativa di circa 43 milioni di abitanti. Stato dell’Asia sudorientale, si trova nella parte occidentale della penisola d’Indocina. Si affaccia sul golfo del Bengala e sul mar delle Andamane e confina con Cina, Laos, Thailandia, Bangladesh e India. La denominazione di Birmania, legata ad un’etnia particolare e come tale sgradita alle minoranze spesso in lotta con il potere centrale, è stata abbandonata per assumere il nome ufficiale di Myanmar, etnicamente neutro. Il 27 marzo 2006, la giunta militare ha spostato la capitale da Yangon a Pyinmana, che è stata ufficialmente rinominata "Naypyidaw", cioè "sede dei re".
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Geografia
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MorfologiaIl territorio puo essere diviso in cinque parti dal punti di vista fisico: le montagne del nord, quelle dell’ovest, l’altopiano dell’est, il bacino centrale e la zona costiera. Al nord le vette sono aspre ed elevate e si innestano direttamente nell’Himalaya, di cui costituiscono l’estremo contrafforte. Nella zona occidentale invece le catene sono meno elevate. A est si estende l’altopiano di Shan, arido e incolto nella sua parte settentrionale, ricco di foreste tropicali in quella meridionale. Verso ovest l’altopiano scende a strapiombo mentre verso Sud esso si prolunga in rilievi che formano la zona costiera del Tenasserim. La zona costiera procedendo da nord verso sud presenta coste alte e frastagliate, bagnate del golfo del Bengala; seguono il delta dell’Irrawaddy e le pianure costiere che si affacciano sul golfo di Martaban. Infine nella parte più meridionale le coste ridivengono alte, rocciose e importuose.
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IdrografiaL’idrografia è dominata dal fiume Irrawaddy, navigabile per circa 1450 km, che sfocia con un ampio delta nel golfo di Martaban, dove sbocca anche il Sittang.
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ClimaIl clima dipende dal regime monsonico sulla costa, con temperature abbastanza alte e piogge abbondanti durante le stagione estiva. Nelle pianure centrali e sull’altopiano il clima è di tipo continentale, con scarse precipitazioni. Sulle coste le piogge raggiungono anche 5000 mm annui.
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Geografia umana
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PopolazioneLa popolazione birmana è molto composita, cosa che rende difficile l’integrazione dei vari gruppi etnici. I birmani costituiscono il 69% della popolazione; abbastanza consistente è anche l’immigrazione di commercianti cinesi, pakistani, thailandesi e indiani. La popolazione ha subito un notevole incremento passando dai 13 milioni del 1921 ai 24 del 1964 ai 44.596.000 del 1993, ai 45.976.000 stimati nel 2001. L'aspettativa di vita è di 61 anni, la mortalità infantile è del 79%, dati che portano il Myanmar nella fascia dei paesi a basso sviluppo umano. Grazie all’impegno per l’istruzione l’analfabetismo è stato ridotto al 15,3%, e quasi il 75% della popolazione vive in villaggi.
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Geografia economicaL’economia
si basa soprattutto sull’agricoltura
e in particolare sulla
risicoltura. Negli ultimi anni ci sono stati lievi segni di crescita, ma
il
reddito pro capite resta uno dei più bassi al mondo.
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Società
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Guerra civileDal quando un un regime militare si è instaurato al potere nel
1948, nell'intero
paese regna la
guerra civile e ogni insurrezione popolare viene sedata con la forza.
Fra i gruppi attivi nella guerra vi sono i
comunisti,
ed è in corso un conflitto piuttosto aggressivo tra il governo ed il gruppo
etnico dei
Karen.
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Galleria Fotografica
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Il Myanmar (ex Birmania), è uno Stato del sud-est asiatico. Dal 1988, a seguito di un colpo di stato, la nazione è governata dai militari. Il Myanmar è uno dei paesi in via di sviluppo. Ha una popolazione approssimativa di circa 43 milioni di abitanti. Stato dell’Asia sudorientale, si trova nella parte occidentale della penisola d’Indocina. Si affaccia sul golfo del Bengala e sul mar delle Andamane e confina con Cina, Laos, Thailandia, Bangladesh e India. La denominazione di Birmania, legata ad un’etnia particolare e come tale sgradita alle minoranze spesso in lotta con il potere centrale, è stata abbandonata per assumere il nome ufficiale di Myanmar, etnicamente neutro. Il 27 marzo 2006, la giunta militare ha spostato la capitale da Yangon a Pyinmana, che è stata ufficialmente rinominata "Naypyidaw", cioè "sede dei re".
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Geografia
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MorfologiaIl territorio puo essere diviso in cinque parti dal punti di vista fisico: le montagne del nord, quelle dell’ovest, l’altopiano dell’est, il bacino centrale e la zona costiera. Al nord le vette sono aspre ed elevate e si innestano direttamente nell’Himalaya, di cui costituiscono l’estremo contrafforte. Nella zona occidentale invece le catene sono meno elevate. A est si estende l’altopiano di Shan, arido e incolto nella sua parte settentrionale, ricco di foreste tropicali in quella meridionale. Verso ovest l’altopiano scende a strapiombo mentre verso Sud esso si prolunga in rilievi che formano la zona costiera del Tenasserim. La zona costiera procedendo da nord verso sud presenta coste alte e frastagliate, bagnate del golfo del Bengala; seguono il delta dell’Irrawaddy e le pianure costiere che si affacciano sul golfo di Martaban. Infine nella parte più meridionale le coste ridivengono alte, rocciose e importuose.
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IdrografiaL’idrografia è dominata dal fiume Irrawaddy, navigabile per circa 1450 km, che sfocia con un ampio delta nel golfo di Martaban, dove sbocca anche il Sittang.
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ClimaIl clima dipende dal regime monsonico sulla costa, con temperature abbastanza alte e piogge abbondanti durante le stagione estiva. Nelle pianure centrali e sull’altopiano il clima è di tipo continentale, con scarse precipitazioni. Sulle coste le piogge raggiungono anche 5000 mm annui.
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PopolazioneLa popolazione birmana è molto composita, cosa che rende difficile l’integrazione dei vari gruppi etnici. I birmani costituiscono il 69% della popolazione; abbastanza consistente è anche l’immigrazione di commercianti cinesi, pakistani, thailandesi e indiani. La popolazione ha subito un notevole incremento passando dai 13 milioni del 1921 ai 24 del 1964 ai 44.596.000 del 1993, ai 45.976.000 stimati nel 2001. L'aspettativa di vita è di 61 anni, la mortalità infantile è del 79%, dati che portano il Myanmar nella fascia dei paesi a basso sviluppo umano. Grazie all’impegno per l’istruzione l’analfabetismo è stato ridotto al 15,3%, e quasi il 75% della popolazione vive in villaggi.
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Geografia economicaL’economia
si basa soprattutto sull’agricoltura
e in particolare sulla
risicoltura. Negli ultimi anni ci sono stati lievi segni di crescita, ma
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Guerra civileDal quando un un regime militare si è instaurato al potere nel
1948, nell'intero
paese regna la
guerra civile e ogni insurrezione popolare viene sedata con la forza.
Fra i gruppi attivi nella guerra vi sono i
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