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La moda si reinventa
Fashion Paper, con la carta in forme inusuali ed inaspettate
di Cristian Pedrazzini

Vestiti realizzati con tovagliolini di carta rossi, figurine adesive o filtri da thè. E non solo. Collane di imballo grigio o in cartone nero. Carta e moda si reinventano in forme inusuali ed inaspettate, ma sempre innovative e creative. Come testimonia la mostra itinerante "Fashion Paper", curata da Bianca Cappello e realizzata grazie al contributo di Comieco. Il progetto vede coinvolti gli studenti delle migliori Accademie italiane (AfolModa di Afol Milano, l’Accademia di Belle Arti di Firenze, l’Accademia di Belle Arti di Brera a Milano e l’Accademia Albertina di Belle Arti di Torino) nella realizzazione di oggetti di moda, arte e design, interamente in carta. In mostra prima a Milano, a Palazzo Isimbardi, e poi a Firenze e Torino abiti rifiniti nei minimi dettagli, come il vestito da sera creato con tovagliolini di carta rossi, o quello da cocktail realizzato con oltre un migliaio di figurine adesive.
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Per il giorno, invece, il vestito chemisier realizzato con la carta da imballo di pacchetti stampati in azzurro o la casacca confezionata con filtri da thè. Per una serata speciale, infine, il vestito modello charleston fatto di cartellini con pendaglio o il Kimono giapponese realizzato assemblando tra loro migliaia di francobolli usati.
§Ma oltre agli abiti ci sono anche gioielli, come la collana realizzata riutilizzando dell’imballo grigio con tecnica quilling, che consiste nell’arrotolamento di striscette di carta che vanno a formare figure e decorazioni; o anche la collana in cartone nero realizzata assemblando minuscoli moduli pretagliati e incastrati tra loro a formare un’architettura solida e ampliabile a seconda dei gusti.
Oltre al contenuto anche l’allestimento (strutture in carta e/o cartone, leggere, facilmente trasportabili, montabili, riutilizzabili e adattabili ad ogni ambiente espositivo) sarà in linea con il concetto fondante della mostra il cui obiettivo è di portare alla luce, sviluppando in maniera del tutto inedita e accattivante, gli attuali temi di eco-sostenibilità, recupero dei materiali a base cellulosica e compatibilità ambientale. La collaborazione di Comieco con il mondo accademico, inoltre, non è nuova. Da anni infatti il Consorzio anima ed organizza insieme alle Università diverse attività legate all’applicazione di materiale a base cellulosica negli ambiti più diversi, come nel caso del workshop tenuto lo scorso anno all’Accademia di Belle Arti di Firenze proprio per la realizzazione di abiti in carta.
27/05/2010
Miuccia Prada
Contributi alla moda e all'arte
di Carmen Guadalaxara
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Il suo è un "eccezionale contributo alla moda e alle arti". Con questa motivazione l'American Academy in Rome ha assegnato quest'anno il prestigioso premio McKim a Miuccia Prada. Il riconoscimento, tributato a personaggi esemplari per lo scambio creativo ed intellettuale tra le arti, gli studi, le lingue e le culture (gli anni passati è andato a celebrità come Renzo Piano, Umberto Eco, Franco Zeffirelli ed Ennio Morricone), sarà consegnato stasera durante il gala nella seicentesca Villa Aurelia di Roma. A dare la medaglia alla stilista sarà Robert Storr, preside della School of Art at Yale University e direttore della Biennale di Venezia del 2007. Miuccia Prada verrà così premiata dall'Accademia non soltanto per il risultato da lei raggiounto per la sua carriera di stilista e imprenditrice di fama mondiale ma anche per il suo eccezionale contributo a livello internazionale come promotrice delle arti e della cultura, e come co-fondatrice della Fondazione Prada. L'appuntamento di questa sera sarà anche occasione per una raccolta fondi che permetterà di finanziare borse di studio destinate a giovani artisti e studiosi italiani (che avranno così l'opportunità di studiare all'Accademia) e di sostenere un programma di scambio con un'università italiana.
17/03/2010
Paris et la grandeur…
Parigi non rinuncia..
di Isabella Rossiello
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Anche in tempi grami Parigi non rinuncia alla sua grandeur, tutti i bei nomi della moda mondiale sono presenti con collezioni ricche di spunti, creatività e lusso.
Dior ha come tema dominante la caccia, con splendide, forse importabili tube e gli ormai onnipresenti cuissardes, ruche, tulle, voile, in uno splendido gioco altalenante tra Alice in Wonderland ed elegantissime amazzoni.
I colori sono quelli della terra, del cielo e della polvere.
Un colore non colore, un beige che si differenzia dall’originale e si ricrea in nuove nuance.
I colori dell’acqua e del ghiaccio ma anche i grigi e il nero sono i colori di Chanel, il tema dominante è la donna Yeti,
Queste donne polari, algide, fredde,sicure di se anche se intabarrate in lunghi pantaloni di pelo, colbacchi e giacche hanno lo stesso charme che Madame Cocò diede loro tanti anni fa.
Costume National ha stupito tutti con una collezione super sexy, elegante e colorata, ancora più estrema invece, la collezione Balenciaga, gigantesche cerniere e titoli di giornali a caratteri cubitali, quasi a sottolineare che la notizia oggi è urlata, e si fa a chi urla di più.
Yves Saint Laurent, fa dei colori Neon la sua bandiera, nero e fluo, modelle con creste Punk, orange, turchese e verde bottiglia, l’onda degli anni ’80 sta perdendo il suo fascino ma dà ancora molti spunti.
La nota più triste è stata l’ultima presentazione dei capi di Alexander Mc Queen, davanti ad un pubblico di intimi, con la colonna sonora che lo stesso stilista ascoltava mentre lavorava, una collezione quasi ieratica, icone bizantine, preziosi intarsi dorati, atmosfere un po’ da medioevo, con abiti che lui diceva essere unici…come chi doveva indossarli.
Una donna super accessoriata è la donna di Lanvin…quasi una Madonna ricoperta di ex voto, elegante e strafottente, porta con charme tante collane e bracciali a sfoggiare un look allo stesso tempo signorile e zingaresco.
Un’altra donna ancora è quella presentata da Dries Van Noten, elegante e guerriera, con il ritorno del “military style”, che però lascia la sciattezza e la durezza di un tempo e fascia la donna in corpetti estremamente glamourous.
Tutto si ripete come al solito e tutto è nuovo ed eccitante, le Maison sono sempre in cerca di effetti speciali, le più intelligenti si rendono conto che le donne ormai più che seguire la moda la reinventano, la modificano a proprio gusto, la mixano e la fanno propria, nessun Diktat, solo suggerimenti e noi, cari stilisti, ve ne siamo grate magari con un semplice cenno del capo come ad ogni sfilata fa Armani e un famoso giornale americano apprezzando il gesto scriveva: Armani takes a bow!
Questo articolo è rilasciato sotto i termini della GNU Free Documentation License
Esso utilizza materiale tratto da
http://it.wikipedia.org/wiki/Moda_%28cultura%29 
Cronologia/Autori:
http://it.wikipedia.org=Moda_%28cultura%29&action=history

Moda (cultura)

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.

 

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Il termine moda indica uno o più comportamenti collettivi con criteri mutevoli.

Questo termine è spesso correlato al modo di abbigliarsi.

 

Storia della moda

La moda nasce dalla necessità umana correlata alla sopravvivenza di coprirsi con tessuti, pelli o materiali lavorati per essere indossati. Nei secoli ha assunto un valore non più prettamente utilitaristico, ma ha causato categorizzazioni sociali e di classe.

 

Gli inizi

La moda ha origne coi sarti e le modiste che confezionavano abiti per persone che volevano manifestare il proprio rango o semplicemente volevano un capo di eleganza.

Dall'inizio del novecento si iniziano a distinguere i primi stilisti, quindi non più sarti ma persone che creavano nuovi tagli, nuove stoffe e nuovi canoni nel modo di abbigliarsi. Spesso facevano schizzi su carta e creavano il vestito poi con l'aiuto di sarti che conoscevano meglio il modo di lavorare i tessuti.

Gli stilisti da questo momento erano solo per l'élite poiché i costi per l'ideazione e per la prduzione erano molto alti. Via via col passare dei decenni si smise di produrre nel laboratorio - chiamato, dal francese, atelier - per essere prodotto in forma industriale ed essere quindi alla portata della massa.

 

Voci correlate