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| Poesie
di Merialdi Stefano Estate E sapre il ritorno della natura ,assai risvegliata, che esplode in luce e colori;tornano i fiori sbocciati, e le piante in fiore,si rinverdiscono i prati,e lerba comincia a crescere, si tantalta,che con falce,bisogna sfoltire il manto verde, affinchè,venga ordinato e lineare,un prato,sì bello a vedersi.e intorno, ce,molta luce,e brillanti mescite di di contrasti colorati; e pini solitari ,e salici piangenti e quercie vecchie alte e frondose e larici fogliosi,e betulle si stagliano fogliute e virgulte,verso il cielo e fanno ombre, come di braccia enormi e mostruose,Nei parchi ,cadono rametti,e aghi di pino, e poi foglioline gialle ocra ,staccate e morte,siccè il prato si riempe di tappeti di foglie caduche; e con lestate torna il sole forte,che rischiara e dà gioia,alla giornata, ricchendola di luce ,e sfarfalli di luce bionda , che dà chiaro alle pareti focolari,dentro e fuori il corpo. ***Mare** Mare Serie d onde,vanno e vengono, rompendo la tavola dacqua, in un moto semovente,perenne ed infinito;si formano i marosi, cè lo scroscio e il turbinio dellacqua, salzano le creste,rumore di risacca, frammestio della battigia,sferzata dellonda, da pizzicchio e un po di freddo,ti circondano le acque, si frantumano si riformano,tavvolgono e ti lasciano, facendo una spuma lieve,e senti labbraccio dei fluttui,e la carezza dapprima fredda dei marosi,e poi,via,via, ti lasci affondare tra le onde,e gusti la freschezza delle acque,e senti lodore dellacqua salata e il sapore e gli schizzi delle ondate ti lambiscono la bocca,e senti il sapore acre dellacqua salmastra;poi il fluido dellacque,si fa tiepido,e ti scalda le ossa, e tabitui,al tocco del mare,e non vorresti più uscirne,e ti lasci lambire e sommergere dallonda,e gli occhi,bruciano un po per il sale, sperduto nellimmensa maestosa landa imperiosa,dellaugusto mare, ti senti,un puntino nel mare,senza fine. ***Persone*** Persone Mille persone,sparse Per i meandri e cunicoli Del mondo grande; e vorresti camminare per il mondo, e chiuder la crosta terrea tutta in un abbraccio, che lega il globo intero; vedo persone di mille ceti e fogge, indossati vestimenti di tutti i generi,dal perizoma,al pareo e al sahri indiano,muoversi tra folle oceaniche,che vanno e si intersecano, per i crocevia del mondo,come un mare,mosso dal vento; due,cento,centomila, si perde il conto,di fronte ai miliardi di persone,che ti gira la testa, al pensare,d incontrarli, per un momento,e il minuto dopo, dopo averli trovati,sono già sperduti tra la folla,gremente; e tra la ressa,dopo poco ,sono svaniti. ******Sabbia**** Sabbia Sabbia sinsinua in granelli Di pietrine,rena e sabietta Tra lasciugamano da spiaggia, e tra le pieghe degli abiti, dentro le borse immote; sabbia circonda il tutto dintorno, lesser tuo;e con lo sguardo se indaghi per terra, sinabissa e si sperde la vista,tra il mare di granelli; che circondano,cedono alle mani,sinarcano,sinabissano, e formano piccoli solchi e strisce e righette ,che spariscono di lì a poco,e cadono giù in un gorgo,quando si pianta lombrellone e si smuovono si espandono in un gioco infinito, di giochi caldeoscopici sulla sabbia.I piedi passanti,lasciono impronte che muoiono di lì a poco.E la sabbia granulosa, cede sotto il peso,e scalda le membra,e scotta quasi.Di gioco diventa, per i bimbi,con palette e formine e secchielli,daltui forma e foggia strane,e bizzarre. E così,la giornata passa,tra risi,e a cercar da bere,tra il solleone,le vele lontane, e voci di cocco,e venditori,con le onde che sinfrangono allinfinita cadenza dei marosi,lanciando un fruscii di schiuma e spuma, mentre il tempo,va placido e soligno,speso,tra la vacanza e il riposo,mesto. |