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Guida MESSICO
Testo di Nicola Piffanelli; foto di Nicola Piffanelli e Michele Amicucci
Piramide dell'indovino o del nano di Uxmal
Uno straordinario crogiolo di culture e di bellezze naturali a cavallo
del Tropico del Cancro: il Messico è un paese tutto da scoprire. Non si
può raccontare il Messico. Si deve credere nel Messico, con passione,
con rabbia, con totale abbandono, dice il personaggio di un romanzo di
Carlos Fuentes, il più celebre e amato scrittore messicano vivente.
Terra d'estremi, dove tutto é eterno e in apparenza immobile e al tempo
stesso in frenetica evoluzione e capace d'improvvise eruzioni per noi
inaspettate, il Messico sembra essersi incaricato, ormai da secoli, di
rieducare lo straniero al senso della vita. Anche se la maggior parte
dei viaggiatori restano sedotti dai maestosi monumenti maya ed aztechi,
per i curiosi il Messico è un’ inesauribile fonte di meraviglie che
trova il principale punto d'inizio proprio nel suo popolo,
drammaticamente attaccato alla vita e gioiosamente innamorato della
morte tanto da poterlo definire surreale, ma offre pure momenti di svago
per trascorrere una vacanza di mare sulle coste del Pacifico o alla
scoperta della "Ruta de l'Indipendencia".
IL PAESE
Messico in cifre
Capitale
Città del Messico
Superficie
1.972.547 kmq
Abitanti
104,959,594 (luglio 2004 est.)
Abitanti capitale
22.000.000 (rif.1995)
Densità di popolazione
41ab./kmq
Religione
Cattolici 89%, Protestanti 6%, altri 5%
Geografia e territorio
Click per ingrandire
Il Messico come lo conosciamo oggi, con i suoi confini attuali, esiste
da meno di 150 anni. La ricostruzione storica di un'entità politica di
nome Messico è possibile fino alla conquista spagnola, mentre tutto
quello che risale ad epoche precedenti si basa su racconti orali,
registrati molto tempo dopo gli eventi, e su congetture archeologiche,
poiché gli spagnoli hanno fatto veramente un buon lavoro nel distruggere
ogni traccia delle culture che li avevano preceduti.
Il Messico confina a nord con gli USA, a sud-est con Guatemala e Belize,
a ovest con l’Oceano Pacifico e a est con l’Oceano Atlantico. Il Paese
ha il suo cuore geografico nelle terre dell'altopiano vulcanico
(Altopiano Centrale o, secondo l'antica denominazione azteca, Anàhuac)
in cui avviene la saldatura tra le due catene - la Sierra Madre
Orientale e la Sierra Madre Occidentale- che, da nord a sud, formano
l'ossatura fondamentale del Paese. E' una regione dominata dai superbi
coni vulcanici del Popocatépetl (5452 m), dell'Ixtaccìhuatl (5286 m),
del più marginale Citlaltépetl (5747 m) e altri ancora, tra loro divisi
da depressioni e bacini in parte chiusi situati a ca. 2000-2500 m
d'altitudine. E' la zona dove sorge Città di Messico e i maggiori centri
di popolamento. Il nome della capitale del Messico è fonte d'infiniti
equivoci per i turisti, infatti, Città di Messico non si trova su
nessuna cartina, e non é utilizzato da nessuno. Per i messicani si
tratta di México, o meglio El DF (El Deefe), lo stato ha preso il nome
della città e México nelle conversazioni si riferisce sempre a
quest'ultima. Di là di questa zona d'altopiani vulcanici, le due Sierre
corrono insieme come una singola catena attraverso gli stati meridionali
di Oaxaca e del Chiapas. Solo nella parte orientale dei tavolati dello
Yucatan il territorio è sostanzialmente pianeggiante.
Il fiume maggiore è il Rio Bravo, che per un lungo tratto fa da confine
tra Messico e USA sfociando nel golfo del Messico dopo 3000 km di corso;
altri fiumi di una certa importanza li troviamo nella parte meridionale
del Paese, come il Tehuantepec che sfocia nel golfo omonimo (Oceano
Pacifico) e il Papaloapàn (Golfo del Messico).
La vegetazione varia in corrispondenza delle caratteristiche climatiche
delle diverse regioni. Così nel sud (Yucatan e rilievi che dominano
l'istmo di Tehuantepec e il golfo del Messico) si hanno le foreste
tropicali che ospitano tutte le specie dell'ambiente caraibico, dai
mogani ai cedri, o le piante del chicle, la sapotiglia o sapodilla.Nelle
zone dove più marcato è il clima a due stagioni la vegetazione è
savanica con specie xerofile: particolarmente numerose sono qui le
piante grasse come le agavi, le yucche, tipiche del paesaggio messicano,
oltre a piante cespugliose come il mezquite o l'ocotillo.
Popolazione
La piramide di Chichen Itza
La piramide di Chichen Itza - ©MicheleAmicucci
La popolazione è costituita per il 55% da meticci, per il 29% da
amerindi, diffusisi specialmente nel nord e nel sud, mentre i creoli,
messicani di origine spagnola, e gli altri bianchi, molti dei quali
nordamericani immigrati di recente, sono il 15%; di scarsa entità gli
altri gruppi tra cui cinesi, malesi ecc. Lungo le coste meridionali si
trovano minoranze negre e di zambos, derivanti dall'incrocio tra indios
e negri. La densità di popolazione (la media è di 41 ab./kmq) varia da
zona a zona, l'incremento tumultuoso si ebbe dagli anni Quaranta, quando
la mortalità subì sensibili riduzioni mentre la natalità, conservava i
valori tradizionali, elevatissimi, pari al 40-50%.
Nel 1940 la popolazione era di 19 milioni, nel 1960 già di 38 milioni,
mentre ora supera i 100 milioni. Il coefficiente di accrescimento annuo
è stato elevatissimo negli ultimi decenni toccando il 3,6%, valore tra i
più alti del mondo, sceso recentissimamente all'1,6%.
La popolazione messicana, che sino al 1940 era in maggior parte
considerata rurale, oggi è urbanizzata in una percentuale elevata: il
73%, raggiungendo il massimo nell'agglomerato urbano della capitale
Città di Messico con oltre 20 milioni di abitanti. La popolazione rurale
vive nei pueblos, villaggi che hanno funzioni centrali nell'ambito di
territori agricoli disseminati di nuclei di peones (composti di non più
di 50-100 famiglie) e di haciendas. Poche sono ormai le zone dove gli
indios vivono nelle loro condizioni originarie, in vecchie abitazioni di
legno o paglia.
Clima
Dato il notevole sviluppo latitudinale del Paese, il clima varia in
misura sensibile da nord a sud ed in modo anche più forte in funzione
dell'altitudine. Rispetto a questa si distinguono diverse fasce. La
prima è quella delle Tierras Calientes, le terre calde situate vicino al
mare di cui pertanto avvertono gli influssi. La seconda fascia è quella
delle Tierras Templadas, le terre temperate poste tra i 600 e i 1600
metri; le temperature sono mitigate, risentono già delle differenze
stagionali, sebbene ci siano delle notevoli differenze passando da sud a
nord del paese (Chihuahua situata a quasi 1500 m ha una media annua di
20°C, una estiva di 26°C). Condizioni ancora migliori si ritrovano ai
bassi livelli della successiva fascia superiore, quella delle Tierras
Frias, le terre fredde che si spingono fino a 2800 m a Città di Messico,
la cui altitudine è di circa 2300 m. Le medie sono di 9°C in gennaio e
di 23°C in luglio. Più oltre si passa gradatamente verso le Tierras
Heladas, le terre gelate, tra l'altro limitate in Messico alle cime dei
più alti vulcani.
La stagione delle piogge va da giugno ad ottobre, e nel cuore del Paese
ci si deve aspettare un acquazzone breve e violento in pratica ogni
pomeriggio mentre a nord non piove quasi mai. Il Chiapas è lo stato più
piovoso, ma anche nelle basse zone costiere del sud è facile in estate
essere travolti da spettacolari tempeste tropicali.
Ora
Il Messico è sette ore indietro rispetto all'Italia (se in Italia sono
le 12 in Messico sono le cinque), ma vi sono altre due fasce orarie: la
prima, che comprende Baja California Sur e gli altri stati nord
occidentali della costa di Sonora, Sinaloa e Nayarit, è indietro otto
ore rispetto all'Italia mentre la Baja California rimane sulle nove ore
in meno.
Lingua
La lingua ufficiale è lo spagnolo, ma sono pure diffusi i vari dialetti
amerindi nelle zone più remote e rurali e l'inglese nelle località
turistiche.
Religione
Il 92% della popolazione è di religione cattolica, introdotta dagli
spagnoli dopo l'arrivo di Hernàn Cortés nel 1519, ma in alcune regioni
del sud ed in particolare nel Chiapas cerimonie cattoliche e antichi
rituali maya si fondono ancora oggi ed è facile imbattersi in questi
tipi di esperienze durante il corso di un viaggio.
Storia
Sito olmeco di Monte Alban
Le prime prove di vita umana si hanno nel Messico centrale dal 20.000
a.C., ma la prima vera civiltà fu fondata nell'era pre-classica (1500
a.C.-300 d.C.) ed è quella degli Olmechi.
Le città olmeche, facenti parte della meno conosciuta tra tutte le
società antiche, sorsero nelle basse giungle costiere di Tabasco e
Veracruz. Proprio in queste società, che sono considerate la vera culla
delle culture meso-americane, nascono invenzioni come il primo
calendario e il primo sistema geroglifico dell'emisfero occidentale, e
una religione, basata sul dio giaguaro, che fu diffusa grazie ai loro
commerci in tutto il Messico centrale e meridionale. Sono di questo
periodo le prime fasi del sito di Monte Albàn, vicino ad Oaxaca, e molte
piccole città sorte dove oggi è situata Città di Messico, ma anche
grandi centri come Cuicuilco, prima di essere sepolta da un eruzione
vulcanica verso l'inizio del I sec. d.C. per lasciare il posto alla
costruzione di Teotihuacàn che dominò il periodo classico (300-900 d.C.)
Anche oggi la città, con le sue grandi piramidi del Sole e della Luna, è
l'imponente testimonianza di una società urbana governata da un'elite
religiosa molto severa. Compaiono per la prima volta le figure degli déi
che diventeranno in seguito familiari come Tlaloc, dio della pioggia e
della fertilità, e Quetzalcoatl, il serpente piumato che ha portato la
civilizzazione all'uomo. Storicamente non sappiamo quasi nulla di
Teotihuacàn in quanto la mancanza di registrazioni scritte sul suo
popolo o governanti c'impedisce di conoscere addirittura il suo vero
nome (Teotihuacàn fu coniato successivamente dagli Aztechi e significa
"il luogo dove gli uomini divennero dei"). E' certo comunque che il
periodo storico in cui fu abbandonata la città, terminato il periodo di
splendore, è il 650 d.C. Pare che le civiltà della Meso-America e in
particolare i Maya si siano estinte nello stesso periodo anche se i siti
più a sud, in Guatemala e Honduras, sopravvissero più a lungo, in
pratica fino all'800 d.C. Nello Yucatàn i Maya durarono più a lungo e le
loro città rifiorirono intorno al 900 d.C.; pare, infatti, che le
strutture che formano il sito di Chichén Itzà risalgano, i al periodo
che va dal 900 al1100 d.C.
Sempre verso questo periodo, che coincide con l'inizio dell'era
post-classica (900-1520 d.C.), nuove invasioni provenienti dal nord del
Paese arrivarono nella fertile vallata del Messico fondando nuove città
sullo stesso stile dei loro predecessori; di queste popolazioni,
denominate Chichimechi, che significa barbari, ne emergono due d'estrema
importanza: i Toltechi e gli Aztechi.
I Toltechi, che dominarono le vallate centrali dal 950 al 1150 d.C.
furono tra i prima ad arrivare, anzi si dice addirittura che a loro si
deve l'attacco che distrusse Teotihuacàn, dando il loro apporto al
rafforzamento del culto di Quetzalcoatl, con una società strutturata in
maniera sia militaristica che religiosa, che applicava il rito del
sacrificio umano su scala più ampia che in precedenza.
Quanto agli Aztechi, arrivarono nel Messico centrale verso la fine del
XII sec., ma fu solo nel 1345, dopo un periodo trascorso spesso in
condizioni di semi schiavitù o lavorando come mercenari per i governanti
locali, che si verificarono le condizioni e venne il segno profetizzato
(un’ aquila posata su un cactus che divora un serpente) ad annunciare la
costruzione di una loro città, Tenochitlàn. Scelta la posizione, un’
isola di un lago (dove ora sorge Città del Messico), e formata una
triplice alleanza con i vicini di Texcoco e Tlacopàn, l'Impero Azteco
era pronto alla conquista del Messico. Le sue conquiste furono notevoli:
in meno di cento anni gli Aztechi giunsero a controllare e ad esigere
tributi e tasse da tutto il Messico centrale e meridionale; Teotihuacàn
divenne enorme tanto che, più tardi, gli invasori spagnoli non
riuscivano a credere alle sue dimensioni e potenza. Nel frattempo altre
popolazioni si spostavano per il Messico. Ad Oaxaca gli Zapotechi erano
soggetti ad invasioni dei Mixtechi, provenienti dalle montagne, i quali
solo negli ultimi anni prima dell'invasione spagnola si assoggettarono
agli Aztechi. Nello Yucatàn invece i Maya non furono mai conquistati ma
la loro cultura era in declino.
Sito maya di Chichén Itzà nello Yucatan
La conquista spagnola del Messico comincia quando Hernàn Cortès, a capo
di appena 550 uomini, giunge sulla costa vicino all'odierna Veracruz il
21 aprile 1519. L'indecisione del re azteco Montezuma nel contrastare
l'arrivo delle navi spagnole, giacché le sue spie ne avevano comunicato
l'arrivo con largo anticipo, è da ricercarsi nel suo subire molto
l'influenza di presagi religiosi, e l'arrivo di Cortés coincise con la
data per la quale era stato predetto il ritorno di Quetzalcoatl. Gli
invasori avevano la pelle chiara e la barba, come Quetzalcoatl, ed erano
venuti da est, vale a dire da dove lui era svanito, tanto da indurlo a
riceverli con doni in oro e gioielli con il risultato di accendere la
bramosia degli spagnoli. In meno di tre anni gli spagnoli riuscirono
poi, con diverse spedizioni, a sconfiggere gli Aztechi e a stabilire un
efficace controllo sulla maggior parte del Messico. A sterminarli, più
ancora delle spade e dei cannoni, furono le malattie portate dall'Europa
come vaiolo e tisi. Insieme alle vite umane (nel 1519, all'arrivo di
Cortés, gli indigeni erano 25 milioni scesi a 17 milioni nel 1532 e
quindi a soli due milioni nel 1580) anche la cultura dei popolo
precolombiani fu cancellata, dando inizio al territorio della Nuova
Spagna, con la nomina di Cortés a Governatore. Iniziarono così trecento
anni di dominio spagnolo diretto durante il quale furono costruite
centinaia di città sullo stile della Spagna, con una plaza circondata da
un reticolo di strade, migliaia di chiese, spesso in aree considerate
sacre dagli Indios come in cima alle loro piramidi (fino al 1800 in
Messico ce n'erano 12.000), e con il conseguente arrivo, nel 1524, dei
primi monaci francescani per la conversione cattolica della popolazione.
La Chiesa, che inizialmente aveva difeso i diritti degli indigeni spesso
ridotti a veri e propri schiavi ed impiegati nella costruzione delle
nuove città, divenne in seguito sempre meno interessata a conservare la
loro cultura e ad educare i loro bambini, a favore del denaro e della
ricchezza del Paese. Nel Seicento la Chiesa possiede metà del territorio
del Messico, ma si allargano anche le haciendas, le grandi proprietà
agricole gestite da una piccola classe di ricchi proprietari spagnoli.
Il Messico divenne così, una delle più ricche colonie spagnole, e tutto
questo durò fino all'inizio del XIX sec., quando comincia il declino
della Spagna come potenza mondiale. Nel 1767 Carlo III espelle dal
Messico i gesuiti, ritenuti troppo potenti, ma provoca risentimenti nei
fedeli e nel basso clero. Nel 1804 la Corona confisca i beni della
Chiesa. Ma fu l'invasione della Spagna da parte della Francia, ad
accendere la scintilla, perché le colonie in America latina rifiutarono
di riconoscere il regime di Napoleone Bonaparte. E' a questo punto che
emergono i primi leader del movimento per l'Indipendenza, Padre Miguel
Hidalgo y Costilla, un prete creolo, e Ignacio Allende, un ufficiale
dell'esercito dissidente.
Il 16 settembre 1810 al grido d'indipendenza di viva México, pronunciato
da Higalgo dai gradini della sua chiesa a Dolores, una folla d'indios e
mestizos si raccoglie dietro la bandiera e conquista rapidamente le
città di San Miguel, Guanajuato ed inizia la marcia verso la capitale.
Ma nella primavera 1811 l'esercito di Hidalgo, numeroso ma
indisciplinato, si disgrega con la stessa rapidità con la quale si era
costituito, favorendo la cattura di Hidalgo, Allende e gli altri leader
che furono giustiziati. Molti mestizos e la maggior parte della
popolazione indigena rimasero tuttavia in uno stato di rivolta e, nel
1821, dopo l'introduzione di riforme liberali in Spagna proprio del tipo
temuto dalle classi governative messicane, Augustin de Iturbide, un
generale mestizo unì le sue truppe a Guerrero e propose il Piano Iguala
alle autorità spagnole, che non erano in grado di rifiutare, e il
Messico proclamò la sua Indipendenza.
Alla nascita della Repubblica, nel 1924, seguono anni d'anarchia mentre
l'economia crolla. Fra il 1833 e il 1855 si alternano ben 36 presidenze,
11 rette dal generale Santa Ana. Nel 1835 l'abolizione della schiavitù
scatena la reazione del Texas che si stacca dal Messico dando inizio
alla guerra USA-Messico nel 1845, che si concluderà con la cessione
della California e New Mexico per soli 15 milioni di dollari.
Successivamente la vendita nel 1855 anche del territorio dell'Arizona
porta ad una rivoluzione che depone definitivamente Santa Ana. Ma i guai
non sono certo finiti. E’ cresciuta una nuova generazione che aveva
conosciuto solamente un Messico indipendente ed aveva vissuto
l'umiliazione statunitense, ma soprattutto identificava il suo nemico
nella Chiesa, più ricca e potente che qualsiasi governo legittimo. E'
questo l'inizio delle guerre della riforma tra i liberali di Benito
Juàrez e i conservatori sostenuti dalla Chiesa, che si conclude nel 1861
con il trionfo di Juàrez, che sospende il pagamento del debito estero
nei confronti di Spagna, Francia ed Inghilterra che inviano spedizioni
navali ma sono battute e costrette a ritirarsi.
Dopo la morte di Juàrez, nel 1872, il Paese conosce per quasi quattro
decenni la cosiddetta "dittatura costituzionale" del generale Porfirio
Diaz e solo nel 191,1 con l'esilio di Diaz, la parola tornerà alle armi
ed alle lotte rivoluzionarie di Pancho Villa ed Emiliano Zapata. Il
primo, ladro di bestiame e bandito ai tempi di Diaz, si batteva
soprattutto per un proprio tornaconto personale; il secondo fu forse
l'unico vero rivoluzionario nel lungo conflitto che seguì; il suo grido
di battaglia Tierra y Liberdad (Terra e Libertà) e l'insistenza sul
fatto che "è meglio morire in piedi che vivere in ginocchio" continuano
a fare di lui una figura venerata fra i contadini. Dal 1920 possiamo
iniziare a parlare del Messico moderno.
Costituzione
Il Messico è una Repubblica federale presidenziale composta di 31 Stati
e un Distretto Federale. Il potere legislativo spetta al Congresso
formato da Senato e Camera dei Deputati eletta a suffragio universale.
Il potere esecutivo spetta al Presidente della Repubblica eletto per sei
anni a suffragio diretto. L'attuale Presidente della Repubblica è
Vicente Fox, esponente della destra cattolico integralista messicana.
Situazione politica
Nel 2000 viene eletto Presidente del Messico Vicente Fox, esponente
della destra cattolico-integralista messicana, strettamente legato agli
Stati Uniti e alla loro politica. Dopo ben 13 elezioni presidenziali
vinte dal Partito Rivoluzionario Istituzionale ( ultimo presidente
Ernesto Zedillo) i messicani scelgono una strada diversa..
Economia
Il Messico occupa una posizione di primo piano tra i Paesi in via di
sviluppo (in genere si colloca per importanza economica al secondo posto
tra gli Stati dell'America Latina, preceduto solo dal Brasile), ma
risente ancora di squilibri sociali e territoriali molto marcati.
Tuttavia lo Stato interviene con molteplici iniziative allo scopo di
porre rimedio alle più pesanti sperequazioni e d'eliminare le maggiori
sacche d'arretratezza. All'interno del suo territorio si trovano
giacimenti di petrolio, raffinerie, ed è un importante esportatore di
greggio. E' il primo produttore al mondo d'argento, che si estrae da
miniere antichissime. E' tra i primi produttori al mondo di piombo. Ha
industrie siderurgiche, meccaniche, tessili. Ma le importazioni superano
ancora notevolmente le esportazioni e appesantiscono la bilancia dei
pagamenti.
La coltura principale è il mais coltivato tanto dai piccoli proprietari
terrieri quanto nelle grandi e più moderne aziende agricole. Nelle zone
del nord è diffuso il frumento e nei bassopiani umidi è praticata la
risicoltura. Fondamentale pure la coltivazione dei fagioli che insieme
al mais sono alla base dell'alimentazione messicana. Nelle zone
meridionali il clima consente buoni raccolti di frutta tropicale
(banane, cocco, ananas); non meno importanti e coltivati un po'
dapperttutto gli agrumi ai quali si aggiunge, nelle regioni asciutte del
nord e del centro, la vite. L'allevamento è un’ attività importante: ha
preminenza l'allevamento bovino da carne mentre nelle terre del centro e
del sud prevale il bovino da latte.
L'inflazione che, solo 10 anni fa era al 30%, oggi si aggira nonostante
le diverse cure ancora sul 18%. Cospicuo è l'apporto valutario degli
oltre sei milioni di turisti che ogni anno visitano il Paese.
Festivals e tradizioni popolari
Se ne celebrano ovunque e tutti i pretesti sono buoni. Fondamentale, per
saperne di più, è un libretto edito in Messico, vera e propria bibbia
per sapere dove e quando andare: Fiestas de México, Guias Panorama. Tra
le feste da non perdere segnaliamo:
- Città del Messico, El Grito ovvero l'insurrezione contro l'impero
spagnolo capeggiata dal mitico padre Hidalgo. La notte del 15 settembre
una folla enorme si riunisce nello Zocalo, tra la Cattedrale e il
Palacio Nacional, con innumerevoli banchetti che vendono i cibi più
inverosimili, il tutto in un crescendo inverosimile fino al mattino.
- Città del Messico, Festa della Madonna di Guadalupe ; nella prima metà
del mese di dicembre, a partire dal giorno 3, processioni di contadini
provenienti da tutto il Messico affluiscono nel grande santuario, e tra
l'undicesimo e il dodicesimo giorno ufficiale della festa in migliaia
ballano ininterrottamente le spettacolari " danze della Conquista". Il
personaggio principale, che raffigura la morte con una maschera nera sul
viso e una falce in mano, si aggira tra Mori che hanno copricapi
sormontati da mezzelune e cristiani che brandiscono croci. Nell'enorme
piazzale i venditori offrono la Gordita de la Virgen, una torta di mais
a forma di Madonna.
Mercato di Oaxaca
- Aguascalintes, Fiera di San Marco : dal 18 aprile al 10 maggio nella
città di Aguascalientes, capitale dell'omonimo stato, si svolge la più
importante fiera del Messico. L'apice é raggiunto il 25 aprile,
anniversario del santo patrono, con una grande parata seguita da rodei,
corride, fuochi d'artificio e peleas de gallos, combattimenti di galli.
- Huejotzingo (Puebla), Carnevale : uno dei più affascinanti carnevali
messicani che raggiunge il culmine il martedì grasso con la battaglia
tra due gruppi di abitanti del paese, i "francesi" e i "messicani";
migliaia di persone per le strade hanno tutti il volto coperto da
bellissime maschere in legno.
- Janitzio (Michoacàn), Dia de los muertos : è un’ occasione per capire
il rapporto che hanno i messicani con la morte, esorcizzata in molti
modi. I riti più impressionanti si celebrano nei villaggi Purepecha
intorno al lago Janitzio quando, nella notte che precede il 2 novembre,
l'intera popolazione si riversa nei cimiteri dove porta cibo e bevande
trascorrendo la notte a dialogare con i defunti.
- Juchitàn (Oaxaca), Festa di San Isidro : le donne dell'istmo, che
controllano il commercio locale e quindi sono economicamente autonome,
celebrano la loro indipendenza in grandi feste con bellissimi balli, e
culminano nella Tirada de Frutas, il 15 maggio, quando dall'alto dei
tetti bersagliano con ortaggi vari gli uomini in strada.
- Oaxaca, Guelaguetza : il terzo e l'ultimo lunedì di luglio, allo
Stadio del Cerro del Fortin, esibizione di gruppi di danzatori che
provengono dalle sette regioni dello stato di Oaxaca; è un ottima
occasione per ammirare splendidi costumi tradizionali e balli che spesso
hanno origini antichissime legate ai miti preispanici.
- Papantla (Veracruz), Voladores : la cerimonia, nata come rito di
fecondazione della terra, si svolge il 29 giugno: i cinque voladores
partecipanti scalano un palo alto più di 20 m e cominciano lentamente a
danzare al ritmo di suoni arcaici suonati da uno di loro. Poi i quattro
rimanenti voladores, che rappresentano uomini-uccello, si appendono per
i piedi a lunghe funi e scendono lentamente verso terra mentre il palo
gira.
- San Juan Chamula (Chiapas), Carnevale : le cerimonie che celebrano i
cinque "giorni perduti" del calendario Maya sono molto suggestive come
quando gruppi di uomini saltano attraverso una barricata incendiata
davanti alla chiesa. Attenzione agli Indios Chamula: non amano i turisti
ed è assolutamente proibito scattare fotografie mantenendo quindi un
atteggiamento di massimo rispetto.
Links
* www.pentanet.com.mx/Embitaly
sito ufficiale dell'Ambasciata d'Italia a Città del Messico
* www.target.it/messico
sito dell'Ambasciata del Messico presso la Repubblica Italiana
* www.go2mexico.com
sito in inglese con tante informazioni utili in particolare sulle città
Messicane
* www.mpsnet.com
sito informativo in lingua inglese
* www.mexonline.com
sito informativo in lingua inglese.
* www.visitmexico.com
sito informativo in lingua inglese.
* www.messico.com; www.rivieramaya.com
siti informativi in lingua italiana.
* www.ourmexico.com
info su bus di linea, hotel economici e quant’altro può servire al
viaggiatore indipendente.
Guide
PRIMA DEL VIAGGIO
Burocrazia e sanità in cifre
Visto
Non occorre
Passaporto
Valido per almeno sei mesi dalla data di ingresso
Febbre gialla
Non occorre
Profilassi antimalarica
Consigliabile per chi voglia visitare le zone umide
Vaccino Epatite A ed antitifico
Consigliati
Vaccino Epatite B
Consigliato per chi sosta a lungo
Quando andare
L'inverno è la tradizionale stagione turistica e nelle località balneari
come Cancun o Acapulco dicembre è il mese più affollato dell'anno. In
realtà i turisti visitano il Messico durante tutto l'anno concentrandosi
sugli altopiani in estate e nelle zone costiere in inverno. Il mese
probabilmente ideale rimane comunque novembre quando le piogge (periodo
estivo da giugno ad ottobre) sono finite e la stagione di punta deve
ancora iniziare, ma anche marzo rimane un ottimo mese.
Burocrazia e visti
Per entrare in Messico per turismo ai cittadini italiani basta il
passaporto con validità di almeno 3 mesi e non occorrono visti per
permanenze inferiori ai 3 mesi (attenzione: se fate scalo negli Stati
Uniti è necessario essere in possesso di passaporto a lettura ottica).
Per permanenze inferiori ai 3 mesi non occorrono
visti ma solo la tarjeta de turista (carta turistica) rilasciata durante
il volo dalla compagnia aerea e convalidata dalle autorità di frontiera;
la tarjeta dovrà poi essere riconsegnata alla dogana al momento della
partenza.
Per permanenze superiori ai 3 mesi viene rilasciata una forma migratoria
(FMT). I minori di 18 anni che viaggiano senza genitori devono avere il
loro consenso scritto su un apposito modulo firmato da entrambi al
Consolato o su affidavit autenticato da un notaio; se viaggiano con un
solo genitore hanno bisogno del permesso scritto ufficiale dell'altro.
Vaccinazioni
Non è richiesta alcuna vaccinazione obbligatoria. Un eventuale consiglio
sulla profilassi antimalarica può venir dato a chi ha intenzione di
esplorare le umide zone del sud del Paese. Consigliate in genere invece
le vaccinazioni contro l’epatite A e B.
Da mettere in valigia
E' consigliato un abbigliamento estivo pratico e informale con
l'aggiunta di un maglioncino leggero per proteggervi dall'aria
condizionata degli hotel. Se soggiornate al mare potete prevedere di
portarvi maschera e boccaglio (non tutti amano affittarli) e una
macchina fotografica subacquea. Utile anche un impermeabile leggero in
caso di improvvisi acquazzoni. Cappello da sole, occhiali da sole, creme
solari sono indispensabili, uili repellenti per insetti e un adattatore.
Se pensate di visitare i siti archeologici portatevi scarpe comode.
Elettricità
Teoricamente 110 volt , quindi è bene portarsi da casa un adattatore o
un trasformatore.
Quanto costa
Per quanto riguarda i viaggi organizzati da tour operator non c'è che
l'imbarazzo della scelta, qualsiasi agenzia turistica è in grado di
offrirvi almeno una decina di possibili soluzioni. In linea di massima
un classico soggiorno di 15 giorni che tocca i centri archeologici dello
Yucàtan ed eventualmente una puntata nel Chiapas si aggira su una cifra
compresa tra i 2000-2500 euro; leggermente inferiori i costi se optate
per una vacanza esclusivamente di mare della durata in media di 9 giorni
viaggio compreso che può andare dai 1000 ai 1500 euro; stesso discorso
per un tour di una decina di giorni alla scoperta delle città storiche
di tradizione spagnola.
Il discorso cambia se invece volete organizzarvi una vacanza fai da te,
tenendo conto che, se non si hanno particolari esigenze, un soggiorno in
Messico per quanto riguarda il mangiare e il pernottamento offre
veramente svariate possibilità a costi decisamente bassi.
Indicativamente un volo aereo per Città del Messico può costare circa
470-840 euro: dipende dal periodo in cui partite e comunque le agenzie
di viaggi forniscono quotidianamente offerte anche al di sotto di tali
parametri (è consigliabile informarsi adeguatamente della rotta
dell'aereo, in particolar modo degli eventuali scali da fare, in modo da
non essere costretti, per un viaggio che mediamente dura una decina di
ore, ad affrontarne almeno il doppio). Un hotel di media categoria costa
circa 30 euro.
Indirizzi utili
Indirizzi utili burocrazia
Ambasciata del Messico
Via Lazzaro Spallanzani 16, Roma, tel. 06-441151, 06-44251990; fax.
06-4403876; e-mail emexpart@tin.it
Altre sedi consolari
Via S. Quintino 32, Torino, tel. 011-544811
Via Solferino 26, Bologna, tel. 051-6447829
Via Arte della Lana, Firenze, tel. 055-217831
Largo Sermoneta 22, Napoli, tel. 081-5751185
Via Amari 40, Palermo, tel. 09-1587144
S. Marta, Punto franco fabbr. 17, Venezia, tel. 041-2712642
Ambasciata Italiana in Messico
Av. de las Palmas 1994, Colonia Lomas de Chapultepec, Città del Messico,
tel. 55-55963655, fax. 55-5967710; www.embitalia.org.mx
Consolati onorari
presenti a Cancun, Guadalajara, Monterrey, Queretaro, Tampico; Vice
Consolati onorari ad Acapulco, Puebla; Agenzie consolari onorarie a
Oaxaca e Tijuana.
Ufficio per il Turismo
Via Barberini 3, Roma, tel. 06-4872182, 06-4827160; fax 06-483630 ;
www.visitmexico.com
Ufficio turismo messicano
Presidente Mazaryc 172, Colonia Polanco, Città del Messico, tel.
55-30026300; www.sectur.gob.mx
Indirizzi utili turismo e cultura
Associazione degli ostelli della gioventù (Red mexicana de alojamiento
para jovenes)
Insurgentes Sur 1510 D, Città del Messico, tel. 5-6628244, fax.
5-6631556
Association des Hotels et Motel mexicains
Thiers 83, Colonia Anzurez, Città del Messico, tel. 55-52030466;
www.hotelesenmexico.com.mx
Indirizzi utili sicurezza e sanità
Pronto Intervento e Polizia
tel. 06 da qualsiasi località del Messico senza alcun prefisso
Polizia
tel. 061
Soccorso stradale
tel. 55-54886600 (a Città del Messico)
tel. 01800522624357 (nel resto del Paese)
Angeles Verdes
(soccorso stradale del Ministero del Turismo)
tel. 55-52508221 (servizio gratuito 24 h su 24 in alta stagione
turistica)
Altri indirizzi utili...
IL VIAGGIO
Quanto stare
Almeno 15 giorni sono indispensabili per una visita abbastanza completa
anche se un viaggio di tre settimane rimane il periodo ideale, in modo
da lasciare spazio ad eventuali deviazioni; il programma che non
dovrebbe essere troppo rigido per poter gustare pienamente l'atmosfera
di paesaggi e incontri che, potete starne certi, si riveleranno
interessantissimi.
Come arrivare
Partenza da: Expedia Travel
Destinazione:
Dal: (GG/MM/AA) Al: (GG/MM/AA)
Ulteriori opzioni di ricerca
Il modo più comodo e veloce per arrivare in Messico è ovviamente
l’aereo. Non esistono collegamenti diretti da Milano/Roma con Città del
Messico, ogni compagnia di bandiera prevede uno o più scali. Aeromexico
(tel. 027202319; www.aeromexico.com), compagnia di bandiera messicana,
arriva ogni giorno a Città del Messico via Madrid. Anche Iberia (tel.
0272010260; www.iberia.com) offre collegamenti quotidiani dalle
principali città italiane via Madrid o Barcellona. Il costo dei voli può
oscillare dai 470 agli 840 euro, molto dipende dal periodo prescelto e
dalle offerte lanciate sul mercato dalle varie compagnie aeree. Ci sono
invece voli charter diretti da Milano/Roma/Bologna per Cancun (costi a
partire da circa 430 euro a/r; www.air-europa.com;
www.bluepanorama.com).
Tasse aeroportuali
Quando si parte via aerea dal Messico si deve pagare una tassa di
partenza di circa 20 pesos. Già inclusa nel biglietto aereo dovrebbe
essere la tassa di soggiorno (sigla UK); qualora tale tasse non fosse
inclusa, all’uscita dal Paese si dovranno pagare 205 pesos. Le tasse
aeroportuali ammontano a 21 USD per i voli nazionali e a 15 USD per
quelli internazionali.
Cosa vedere e cosa fare
Sito maya di Chichén Itzà
La penisola dello Yucàtan rimane ancora una delle mete di punta di un
viaggio in Messico. In effetti, i centri di richiamo che offre sono
molteplici, a cominciare dai famosi siti archeologici dell'epoca maya
come Chichén Itzà, non distante dalla capitale della regione Mérida, ma
anche Uxmal, a sud della capitale, merita indubbiamente una visita
approfondita con la sua Piramide dell'indovino, la più straordinaria di
tutte le piramidi messicane, che si innalza con una stupefacente
angolazione dalla sua base ovale, fino a un tempio che si trova a circa
30 m dal suolo, con un ampia ma terribilmente ripida scalinata su ogni
lato. Chichén Itzà rimane il sito più famoso del Messico, copre un area
di 300 ettari e racchiude i resti di una città maya che prosperò dal IX
al XII sec. d.C. . Merida, la pittoresca capitale dello Yucatàn, vanta
origini maya e un pizzico d'atmosfera europea essendo stata fondata da
Francisco de Montejo nel 1542; offre un vivacissimo mercato con bei
prodotti artigianali e parecchie cose da vedere a cominciare dalla
Cattedrale cinquecentesca e il Parque Santa Lucia, ritrovo serale dei
musicisti. Ad est della penisola troviamo Cancun, famosa località
balneare con belle spiagge da dove è possibile, in battello, raggiungere
Isla Mujeres con la sua barriera corallina o la più distante Isla Contoy
che ospita una riserva ornitologica. Scendendo la costa in direzione
sud, a circa 130 km, si incontra il sito di Tulum, posto su una
scogliera che guarda al Mar dei Caraibi, uno dei più pittoreschi siti
maya ( se volete farvi una nuotata potete tuffarvi direttamente in mare
dalla spiaggia presso il sito, inoltre la zona offre illimitate
possibilità di godervi il mare anche alloggiando in cabanas sulla
spiaggia).
Il Chiapas, lo stato più meridionale del Paese, è il più verde ma anche
il più difficile da raggiungere ed è l'ideale per quei viaggiatori che
cercano di cogliere l'ultimo sussulto rivoluzionario del millennio con
la speranza di incontrare il sub comandante Marcos, l'uomo icona che
lancia comunicati via internet dal suo rifugio nella Selva Lacandona. E'
l'occasione per una visita a San Cristòbal de Las Casas, con il suo
mercato, il museo di Santo Domingo e le due Chiese di Guadalupe e San
Cristòbal che vantano le più belle viste sulla città, ma anche la base
di partenza per un escursione verso uno dei più affascinanti siti
archeologici, quello di Palenque.
Sito maya di Tulum
Ma Messico vuol dire anche cultura e quindi musei: da non perdere nella
capitale Città del Messico il Museo de Arte Moderno con opere di artisti
messicani di questo secolo. Qui si viene soprattutto per tre grandi
protagonisti del moralismo, Diego Ravera, José Clemente Orozco e David
Alfaro Siqueiros, oltre ad altri nomi celebri da Rufino Tamayo a Frida
Khalo. Inoltre il Museo Nacional de Antropologia con la più spettacolare
collezione archeologica del mondo, fondamentale per capire le civiltà
che hanno attraversato il Paese nel periodo antecedente all'invasione
spagnola: Olmechi, Zapotechi, Huaxtechi, Toltechi, Maya e Aztechi. Il
pezzo più celebre, diventato il simbolo stesso del museo, è i la Pietra
del Sole, lo stupefacente calendario azteco scolpito su un monolito di
24 tonnellate. Per riprendere la storia nel momento in cui il Museo di
Antropologia l'aveva conclusa, il Museo Nacional de Historia espone le
vicende della conquista spagnola fino alla rivoluzione del 1911-17. Tra
gli altri musei sparsi in altre città si segnalano il Museo
Antropologico di Mérida, il Museo y Casa Diego Rivera a Guanajuato, il
Museo Frida Kahlo di Coyoacàn e il Museo Regional di Oaxaca.
Per chi fosse interessato alle meraviglie della natura, il Messico offre
un'eccezionale varietà di paesaggi, dai deserti aridi ai vulcani attivi,
dalla seconda barriera corallina al mondo a paesaggi alpini che
d'improvviso sprofondano in canyon coperti da una lussureggiante
vegetazione tropicale. Per chi fosse interessato a visitare parchi o
riserve, dove l'avventura è assicurata giacché molti sentieri non sono
nemmeno segnalati e le mappe non sono facili da trovare, Quinto Sol (
Presa Las Pilas 37 PH 11500 Città del Messico tel. 0052-5-3955225 Fax.
0052-5-3958431) organizza circuiti ecoturistici in Messico mentre sul
sito americano www.gorp.com è possibile trovare notizie sulle aree
protette del paese.
Gli appassionati di mare e vita da spiaggia troveranno il loro paradiso
sulla costa sud dell'Oceano Pacifico. E' in questa striscia di terra che
si trovano le più famose località balneari del Messico a cominciare da
Acapulco, luogo di spiagge immortalate in decine di film, di locali
notturni e di clavadistas, i famosi tuffatori che si gettano dalla
scogliera di La Quebrada in un canale stretto e roccioso. Più a nord di
Acapulco troviamo Puerto Escondido, paradiso inizialmente di surfisti ed
hippy e conosciuto dagli italiani dopo il successo del film di Gabriele
Salvadores. Risalendo verso il nord di Acapulco incontriamo la spiaggia
di Zihuatanejo, scoperta da uno dei capitani di Cortés: è un pezzo di
vecchio Messico con vita notturna praticamente inesistente ed è la meta
ideale per trascorrere una vacanza all'insegna del romanticismo. Ancora
verso nord incontriamo Puerto Vallarta, al centro della Baia de las
Banderas, che contende ad Acapulco il titolo di regina del Pacifico e fu
in passato set di diversi film da Lanotte dell'iguana di John Huston ai
più recenti Terminator o Revenge con Kevin Costner.
Cosa acquistare
L'acquisto di prodotti artigianali non richiede più una visita ai luoghi
dove sono prodotti: sia a Città del Messico che nei luoghi più
frequentati dal turismo si trovano negozi specializzati che raccolgono
gli articoli migliori e più popolari provenienti da varie parti del
Paese. Tra di essi ricordiamo le ceramiche con disegni e tecniche di
lavorazione diverse per ciascuna regione, l'argento lavorato a Taxco, la
lana ed in particolare i tappeti provenienti da Oaxaca, le amache di
Merida, il vetro di Jalisco e il cuoio, specialmente gli huaraches cioè
i sandali.
Dormire
Se non avete deciso di trascorrere il vostro soggiorno in località di
mare, nei periodi di Pasqua o Natale (in questo caso è sempre meglio
prenotare con largo anticipo), trovare una stanza anche a buon mercato
in genere non è difficoltoso. Gli alberghi più a buon mercato in genere
sono situati intorno alla piazza principale (lo Zòcalo), vicino al
mercato o alla stazione dei treni o dei pullman, mentre quelli più
costosi sono stati costruiti nelle periferie delle città e sono
raggiungibili in macchina o in taxi.
Per chi si ferma almeno una settimana o chi paga in contanti, in alcuni
casi sono praticati sconti o tariffe convenienti, e comunque vale sempre
la pena contrattare un po' con gli albergatori. Il prezzo per un hotel
di media categoria si aggira sui 30 euro su una gamma di prezzi che
comunque va da meno di 10 euro per i più economici, a più di 100 euro
per gli hotel di lusso affacciati eventualmente sulla spiaggia.
Nettamente di lusso il soggiorno nelle haciendas: testimonianze del
potere e della ricchezza degli antichi proprietari hanno prezzi che
vanno dai 238 ai 320 euro la camera.
Un alternativa all'albergo rimangono i bungalows, qui chiamati cabanas,
che di solito si trovano sulle spiagge e qualche volta anche
all'interno, adatti comunque più ai giovani che girano con lo zaino. Si
tratta quasi sempre di una capanna di legno o di foglie di palma con
un'amaca appesa e priva di corrente elettrica (in questi casi è sempre
meglio prevenirsi contro gli assalti delle zanzare con un buon
repellente). Sempre per i più giovani, con 5-8 euro è possibile
garantirsi un letto in uno dei 26 ostelli della gioventù sparsi per il
Paese (info: FONATUR, Insurgentes Sur 800, 17° piso, Colonia del Valle,
Mexico, tel. 55-54484200; www.fonatur.gob.mx).
Ricerca e prenotazione hotel con sconti fino al 50%
Mangiare
I classici alimenti della dieta messicana sono il mais e i suoi
derivati, i fagioli e il chili. Una volta arrivati in Messico, chi di
voi a sempre sentito parlare di cucina super piccante deve un po'
ricredersi, anzi di solito i cibi non sono nemmeno troppo piccanti e
dato che la maggior parte del cibo messicano è semplice, in tutti i
ristoranti un modo per arricchirli è costituito dalle varie salse che
troverete sul tavolo. Oltre ai conosciuti tacos o alle tortillas,
moltissime sono le ricette messicane da assaggiare come ad esempio i
tamales, un pasticcio di mais e carne ripieno fatto cuocere in foglie di
banano o granturco; oppure i fiori di zucca ripieni di pollo e
tortillas; il barbacoaè invece la grigliata mista di carni; la taquiza
mixta sono cinque tipi di tacos con riso; i chiles rellenos, peperoni
ripieni con salsa di mango; ma anche pesce nelle zone di mare, deliziosi
i cocktail di gamberetti e polipo.
Oltre ai ristoranti è possibile mangiare nei mercati o nelle bancarelle
lungo le strade (da provare quelle in Plaza Garibaldi a Città del
Messico), anche se spesso l'ambiente non è dei più invitanti è
senz'altro più a buon mercato. I prezzi sono molto abbordabili:
mediamente 5-8 euro, 25 euro per mangiare in ristoranti più sofisticati.
Per saperne di più...
Posta e Telefono
I servizi postali messicani sono ragionevolmente efficienti, gli uffici
postali rimangono aperti dal lunedì al venerdì dalle 9 alle 18, mentre
al sabato dalle 9 a mezzogiorno.
Per telefonare in Messico dall'Italia bisogna selezionare il prefisso
internazionale 0052 seguito dal prefisso del distretto (05 per Città del
Messico) senza lo zero e dal numero desiderato. Per chiamare l'Italia si
digita lo 0039 seguito dal numero desiderato. E' ancora possibile
effettuare chiamate a carico del destinatario: per prendere contatto con
l'operatore dai telefoni pubblici premere il tasto con l'asterisco e
digitare il 671, mentre dagli alberghi è sufficiente premere due volte
l'asterisco seguito dal numero 17. Molti telefoni pubblici dovrebbero
accettare le carte di credito ma, leggermente più costose e di sicuro
più affidabili sono le casetas de teléfono. Ce ne sono parecchie poiché
molti residenti non hanno il telefono in casa, possono essere semplici
negozi o bar con telefoni pubblici riconoscibili da un insegna esterna
con il telefono. Sono inoltre disponibili per alcuni telefoni le schede
telefoniche.
In Messico funziona la rete AMPS, quella GSM è stata introdotta di
recente.
Moneta e cambio
Il nuovo Peso Messicano o Nuevo Peso è stato introdotto nel 1993
(solitamente scritto N$), è formato da 100 centavos ed è l'equivalente a
1000 vecchi pesos. Per il momento è emesso in banconote da 10, 20, 50,
100, 200 e 500 N$ e in monete da 5, 10, 20, 50 centavos e da 1, 2 ,5,
10N$. Giacché il peso non è reperibile in Italia si consiglia di
cambiare direttamente gli euro all’arrivo in Messico. Le banche sono
aperte dal lunedì al venerdì dalle 9 alle 13.30; la commissione varia da
una banca all'altra, mentre il tasso di cambio, in teoria, dovrebbe
essere lo stesso ed è fissato ogni giorno dal Governo. Si può cambiare
anche in aeroporto, negli hotel e nelle agenzie di cambio che, in
genere, hanno un orario di apertura più flessibile di quello delle
banche. Accettate le carte di credito internazionali (ma con percentuali
di ricarico anche del 15%), qualche difficoltà a ritirare contanti col
bancomat.
Spostarsi
Nelle grosse città i mezzi pubblici sono poco costosi per quanto
riguarda autobus o metropolitana (ottima quella di Città del Messico).
Per quanto riguarda i taxi, bisogna stare attenti ai prezzi e comunque è
sempre consigliabile fissare il prezzo prima di salire.
Per gli spostamenti più lunghi l'aeroplano rimane il mezzo consigliato:
Mexicana (tel. 02875398; www.mexicana.com) e Aeromexico
(www.aeromexico.com ) offrono collegamenti con più di cinquanta
aeroporti nazionali. Le tariffe sono piuttosto alte e i viaggiatori dei
voli intercontinentali dovrebbero approfittare del Mexipass che consente
un buon risparmio ma è acquistabile solo prima della partenza
dall’Italia.
Se invece si dispone di più tempo i pullman sono di gran lunga la forma
più comune ed efficiente di trasporto pubblico. Molte società (ADO,
Autobus de Oriente, www.adogl.com.mx; Estrella de oro,
www.autobus.com.mx; Etn, Enlaces Terrestres Nacional, www.etn.com.mx)
collegano anche i paesi più piccoli e potete scegliere tra veicoli di
prima classe con posti numerati e riservati e quelli di seconda classe,
anche se la differenza più rilevante consiste nel numero delle fermate
(quindi in linea di massima la prima è consigliata per spostamenti
lunghi mentre la seconda per brevi tragitti; potete prenotare i
biglietti del bus tramite www.ticketbus.com.mx). La leggendaria pazzia
degli autisti messicani è sicuramente esagerata anche se qualche
esperienza da farvi rizzare i capelli probabilmente l'avrete; tuttavia è
più facile avere guasti meccanici che incidenti visto anche il limite di
velocità di 90 km/h. Ricordatevi sempre di avere a portata di mano un
maglione poichè l’aria condizionata è sempre altissima e protestare non
serve a nulla. Buona norma è anche quella di tenere d’occhio il bagaglio
verificando che sia stato caricato proprio sul vostro bus e non magari
su un altro in partenza contemporaneamente per la stessa destinazione.
Il viaggio in treno (Ferrocarril mexicano, www.ferromex.com.mx) è più a
buon mercato del pullman, ma anche molto più lento, visti i continui
ritardi (e con ciò si intendono ore e non minuti).
Una maniera di evitare i problemi è noleggiare una macchina; è
consigliabile comunque controllare bene le tariffe visto che un’auto
piccola può costare anche solo 15$ al giorno, ma dopo aver aggiunto
assicurazioni, tasse e chilometraggio può facilmente triplicare. La
benzina costa 5,76-6,47 pesos al litro; non esistono distributori
automatici e si paga in contanti più una mancia all’addetto. E’
necessaria la patente internazionale e la carta di credito. Prenota il
noleggio auto con Expedia.it
Traghetti collegano la Baja California alla costa nord occidentale e la
terraferma con diverse isole (info: www.ferrysernatur.com.mx).
Sanità
Tulum
Il sito di Tulum sul mare - ©MicheleAmicucci
Per problemi medici di lieve entità recatevi in farmacia: le potete
riconoscere dalla croce verde esposta con l'insegna. I farmacisti sono
in genere ben preparati e disponibili e di solito parlano un po' di
inglese, se necessario possono anche vendere al banco farmaci che a casa
otterreste con la ricetta. Per problemi più gravi potete informarvi
presso il Consolato che vi fornirà una lista di dottori che parlano
italiano. Le strutture sanitarie pubbliche, comunque, non rispecchiano
in media i livelli europei e quelle private, migliori, sono generalmente
assai costose.
Comunque in linea di massima l'unico problema che avrete probabilità di
incontrare è la diarrea (vendetta di Montezuma), quindi attenzione ai
cibi e alle bevande, anche se veramente in pochi riescono a scamparla, e
comunque nel giro di 24/48 ore dovreste ristabilirvi tranquillamente
bevendo molta acqua e sali per il ripristino dei liquidi persi. Di
conseguenza vi consigliamo di bere acqua imbottigliata, di evitare il
ghiaccio, le verdure crude e la frutta che non potete sbucciare
personalmente.
L’alto tasso di inquinamento presente nella capitale (soprattutto nella
stagione secca che va da novembre a maggio) consigliano cautela a chi a
problemi respiratori e cardiocircolatori; chi non ne soffre può comunque
avvertire mal di testa, nausea, bruciore agli occhi.
Non ci sono accordi in campo sanitario tra il Messico e gli altri Paesi,
per cui è indispensabile stipulare qualche tipo di assicurazione
sanitaria prima di mettersi in viaggio. Rischio di colera, di epatiti e
di salmonella nelle zone rurali e nelle periferie delle maggiori città.
Recentemente si sono registrati casi di dengue anche in prossimità di
località turistiche (zona di Acapulco) della costa del Pacifico e
un’epidemia di epatite A nello stato di Messico.
Sicurezza
Nonostante gli alti tassi di criminalità, non si dovrebbero avere
particolari problemi finché si rimane sui sentieri battuti, il rischio
non è superiore ad una città media dell'Europa o del Nord America. Nello
stato controllato dagli zapatisti, il Chiapas, incontrerete sicuramente
guerriglieri ed unità dell'esercito ma nessuno dei due ha di mira i
turisti. Se andate in giro in auto dovete tenere presente il rischio dei
banditi: sono infatti possibili furti e anche assalti, specialmente
nella zona nord occidentale e in particolare nello stato di Sinaloa. A
volte i rapinatori si travestono da poliziotti, a volte da autostoppisti
o da automobilisti in panne, per cui è meglio pensarci due volte prima
di fermarsi per dare un passaggio. E' consigliabile inoltre non andare
mai in giro di notte. Tra le strade ad alto rischio: la 2 (
Mexicali-Agua Prieta), la 40 (Matamoros-Monterrey), la 5 (Città del
Messico-Acpulco), la 75 (Oaxaca-Tuxtepec), la 57 (San Luis
Potosi-Matehuala) e la 1 a Sinaloa.
A Città del Messico la microcriminalità è assai diffusa, con furti e
rapine soprattutto nei luoghi di maggior affollamento o isolati. Buona
norma è quindi essere prudenti, non indossare gioielli e non mostrare di
possedere denaro (prelevate soldi solo agli sportelli all’interno delle
banche). Se dovete muovervi, evitate di prendere il metro o i taxi
libres, più prudente servirsi solo di taxi sitio (a fermata fissa) o dei
taxi dell’hotel. Particolare cautela anche per recarsi a visitare le
piramidi di Teotihuacan.
Attenzione a chi fa il bagno nelle acque del Pacifico: anche i nuotatori
più esperti non ne devono sottovalutare le insidie (soprattutto nella
zona di Puerto Escondido).
L’uso personale di droghe e il loro traffico comporta pene pesanti.
Comportamenti
Nelle zone degli altos del Chiapas alcune popolazioni indigene non
vedono di buon occhio i turisti, ritenuti poco rispettosi di usi e
costumi locali. Si raccomanda quindi il massimo rispetto chiedendo
sempre il permesso di fotografare le persone nel caso si voglia farlo.
Curiosità
I siti archeologici più famosi sono presi d'assalto dai gruppi di
turisti organizzati che però arrivano dalle 10.30 del mattino e non si
trattengono mai oltre le 15.30 del pomeriggio. Pianificare quindi la
vostra visita prima o dopo questi orari vi farà vedere i luoghi sotto
un'altra luce; inoltre, di prima mattina o al tramonto, la calura non è
soffocante e la scalata alle piramidi è meno faticosa. Ricordate che i
musei non sono più gratuiti la domenica e che per tutti i musei e siti
statali si paga un biglietto di ingresso di 38 pesos (circa 3,5
dollari). Buon viaggio.
Get
ready for the Carribean Sunshine!
The Jewish Beach Club
call ariela @ + 43 1
5331986
e-mail : dana@absolut-events.com
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