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Titolo: Animus anima (2000)

autore: FEDELE Ivan

anno di registrazione: 2001 2002

tipo di registrazione: Digitale

titolo: Tre canti senza pietre

L'alibi della parola

autore: SCIARRINO Salvatore

anno di registrazione: 2001 2002

tipo di registrazione: Digitale

titolo: Tu m'uccidi, o crudele

Languisce al fin

Al mio gloir il ciel si fa sereno

Dolcissima ma vita

O tenebroso giono

O voi, troppo felici

Felicissimo sonno

Ecco moriro' dunque! Ahi, gia' mi discoloro

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autore: GESUALDO Don Carlo Principe di Venosa

anno di registrazione: 2001 2002

tipo di registrazione: Digitale

interprete: LUZ ANGELIKA (soprano)

LEITZ-LOREY SUSANNE (soprano)

STORZ SILKE (soprano)

FIELD STEPHANIE (mezzosoprano)

GLOGER DANIEL (controtenore)

STEIN BARBARA (contralto)

NAGY MARTIN (tenore)

WELLER ANDREAS (tenore)

ANZORENA GUILLERMO (baritono)

FISCHER ANDREAS (fagotto)

orchestra: NEUE VOCALSOLISTEN STUTTGART

data di pubblicazione: 11/10/2002

etichetta: STRADIVARIUS - Italia

numero di catalogo: STR 33629

prezzo: euro 14.98

sconto: 10%

CD contenuti nella confezione: 1

disponibilità: 24 ore

Stradivarius
è lieta di invitarLa
mercoledì 9 aprile 2003 alle ore 11.30
c/o La Feltrinelli Libri e Musica
Piazza Piemonte 2- Milano

alla presentazione del CD

fuoco e ghiaccio
madrigale
con musiche di
Sciarrino-Gesualdo-Fedele
eseguite dai Neue Vocalsolisten di Stoccarda


Intervengono:
Salvatore Sciarrino, Ivan Fedele
e Christine Fischer
Coordina:
Patrizia Luppi


SCIARRINO GESUALDO FEDELE: due "madrigalisti" contemporanei come Salvatore Sciarrino e Ivan Fedele, e Gesualdo da Venosa (1560 ca-1613), l’ultimo dei madrigalisti rinascimentali. Il trait d’union tra musica antica e quella contemporanea viene magistralmente sancito dai Neue Vocalsolisten di Stoccarda, uno dei migliori gruppi al mondo nell’ambito del repertorio vocale contemporaneo e attivo anche nell’interpretazione della polifonia del primo e tardo Rinascimento.

Sciarrino in "Tre canti senza pietre" (1999) e in "L’ Alibi della parola" (1994), usa la voce con un linguaggio non tradizionale: il silenzio circonda la pronuncia delle parole che appaiono frammentate e ordinate in una sintassi deforme; vengono sbriciolate e scomposte fino alle loro unità fonetiche minime enunciate in maniera rapida e meccanica. La pronuncia si disarticola, si sgretola separando i fonemi. Dal silenzio si staglia di volta in volta qualche lampo di suono, inafferrabile soffio e fruscio.

Nelle quattro parti di "Animus Anima" (2000) di Fedele, il testo di Giuliano Corti si limita ad utilizzare le sole parole, senza articoli, congiunzioni, pronomi che generano variazioni di senso, attraverso il gioco degli accostamenti, delle ripetizioni. Esse risultano voci, lemmi di un antico glossario di parole-cose sull’anima. Quattro sono le figure d’anima che hanno suggerito allo scrittore il testo: Eva, Psiche, Maria e Margherita.

Di don Carlo Gesualdo vengono presentati otto esempi della nutrita produzione di madrigali a 5 voci, fulcro della sua esperienza rivoluzionaria. Punto di partenza del linguaggio del compositore napoletano è il ritorno al cromatismo. Una musica che eludendo ogni simbolismo, mira all’espressione del sentimento più che alla descrizione e alla pittura musicale delle singole parole. Sono composizioni fatte di brevi frasi con uno stile vocale suggestivamente declamatorio.

Descrizione dell'Opera /Desciption of the Opera

Tre compositori uniti dal madrigale: due "madrigalisti" contemporanei come Salvatore Sciarrino e Ivan Fedele, e Gesualdo da Venosa (1560 ca-1613), l’ultimo dei madrigalisti rinascimentali. Il raccordo tra musica antica e quella di oggi viene magistralmente sancito dai Neue Vocalsolisten di Stoccarda, uno dei migliori gruppi al mondo nell’ambito del repertorio vocale contemporaneo, gruppo che, al suo interno, presenta un quintetto stabile attivo anche nell’interpretazione della polifonia del primo e tardo Rinascimento.

Sciarrino in "Tre canti senza pietre (1999) e in "L’ Alibi della parola" (1994), usa la voce con un linguaggio non tradizionale : il silenzio circonda la pronuncia delle parole che appaiono frammentate e ordinate in una sintassi deforme; vengono sbriciolate e scomposte fino alle loro unità fonetiche minime enunciate in maniera rapida e meccanica. La pronuncia si disarticola, si sgretola separando i fonemi.

Nelle quattro parti di "Animus Anima" (2000) di Fedele, il testo si limita ad utilizzare le sole parole, senza articoli, congiunzioni, pronomi che generano variazioni di senso, attraverso il gioco degli accostamenti, delle ripetizioni. Esse risultano voci, lemmi di un antico glossario di parole-cose sull’anima. Quattro sono le figure d’anima che hanno suggerito allo scrittore il testo: Eva, Psiche, Maria e Margherita.

Di Gesualdo vengono presentati otto esempi della nutrita produzione di madrigali a 5 voci che costituisce il fulcro della esperienza rivoluzionaria del compositore napoletano. Punto di partenza del linguaggio di Gesualdo è il ritorno al cromatismo. Una musica che eludendo ogni simbolismo, mira all’espressione del sentimento più che alla descrizione e alla pittura musicale delle singole parole. Sono composizioni fatte di brevi frasi con uno stile vocale suggestivamente declamatorio.

Biografia - Biography

Nato a Palermo nel 1947, vive a Città di Castello. Fin dalla prima infanzia ha esercitato le arti figurative, gradatamente abbandonate con l’evidenziarsi della sua attitudine musicale. Talento precocissimo, e autodidatta, cominciò a comporre a dodici anni, avendo come guida Antonino Titone; successivamente ha studiato con Turi Belfiore. La prima esecuzione pubblica di un’opera di Sciarrino risale al 1962, nel corso della IV settimana internazionale Nuova Musica di Palermo, ma l’autore considera apprendizatao acerbo quelle opere che si collocano tra il ’59 e il ’65. Compiuti gli studi classici, nel 1969 si trasferisce prima a Roma, dove ha numerosi contatti con Evangelisti, e poi a Milano. Sciarrino è stato Direttore Artistico del Teatro Comunale di Bologna e ha insegnato Composizione al Conservatorio di Milano. Attualmente è docente al Conservatorio di Firenze e ai corsi accademici di Città di Castello dove risiede. Tra i premi ricevuti ricordiamo: S.I.M.C. 1971, Taormina 1971, Guido Monaco 1972, Cassadò 1974, S.I.M.C. e Dallapiccola 1974, Anno Discografico 1979, Psacaropoulos 1983, Abbati 1983, Premio Italia 1984.

Composizioni - Compositions Fra le numerose opere realizzate ricordiamo: Berceuse, per orchestra, 1967-69; Grande sonata da camera, per orchestra, 1971; Variazioni, per violoncello e orchestra, 1974; 6 Capricci, per violino, 1976; Prima Sonata, per pianoforte, 1976; Il paese senz’alba e il paese senza tramonto, per orchestra e soprano, 1977; Un’immagine di Arpocrate, per pianoforte, orchestra e coro, 1974-79; Anamorfosi, per pianoforte, 1980; Efebo con radio, per voce e orchestra, 1981; Introduzione all’Oscuro, per 12 strumenti, 1981; Lohengrin azione invisibile per solista, strumenti e voci, 1982-84; Codex Purpureus, per trio d’archi, 1983; Allegoria della notte, per violino e orchestra, 1985; Le ragioni delle conchiglie, per quintetto, 1986; Terza Sonata, per pianoforte, 1987; Morte di Borromini, per orchestra con lettore, 1988; Poemi concentrici, per violino, viola, flauto, coro e orchestra, 1988; L’orizzonte luminoso di Aton, per flauto, 1989; Il silenzio degli oracoli, per quintetto di fiati, 1989; Variazione su uno spazio ricurvo, per pianoforte, 1990; Perseo e Andromeda, opera, per 4 voci e suoni di sintesi, 1990-91; IV Sonata per pianoforte, per pianoforte, 1992.

Bibliografia: scritti di Salvatore Sciarrino - Bibliography: writings by Salvatore Sciarrino Lohengrin 1984, libretto; Macbeth, Opera in 3 atti, 1983, libretto; Quattro Malinconie, 1984, libretto; Perseo e Andromeda, 1988, Libretto; Ancora il duplice, La Biennale di Venezia, Venezia, 1976; Annali del mio tavolo, 1985; Appunti di viaggio, in Quartetto della Maledizione, Ubulibri, Milano, 1985; Le cosmesi di Glauco, in "Stravinskij oggi", Unicopli, Milano, 1982; Come vengono prodotti gli incantesimi, in "Intorno al flauto Magico, Mazzotta, Milano, 1985; Di una musica d'oggi, Olschki, Firenze, 1979; La fabbrica degli incantesimi, Settimana Musicale Senese, Siena, 1989; La formula dell'inflessibile ordine, in "Gran Bazaar", Milano, 1983, maggio-giugno; L'immagine del suono, Grafici 1966-1985, Latina, 1985; L'impossibilità di divenire invisibili, Vanitas, Teatro alla Scala, Milano, 1981; Lohengrin Premio Italia-RAI, Roma, 1984; Morte di Borromini, Eco e Narciso, Teatro alla Scala, Milano, 1988; Mozart svelato, in "Do maggiore", Milano, 1980, marzo; Nota, in "Cadenze ai concerti per pianoforte diMozart", Ricordi, Milano, 1984, ER 2832; Nota, in "Cadenze ai concerti per flauto e oboe di Mozart", Ricordi, Milano, 1989, ER 2885; La notte infinita, Patalogo Ubulibri, Milano, 1983; Origine delle idee sottili, 1984; La perfezione di uno spirito sottile, Musica nel nostro tempo, Milano, 1986; Raffigurar Narciso al fonte, Festival delle Nazioni, Città di Castello, 1984 ; Le ragioni delle conchiglie, 16a Settimana di Musica d'insieme, Napoli, 1986; Riflessioni sulla III Sonata, Festival delle Nazioni, Città di Castello, 1990; Prima Sonata, Schott, Mainz, 1980, seminario di analisi, Ferienkurse 1980; Prima Sonata, Flos Florum, ovvero le trasformazioni della materia sonora, in "Spirali", Milano, 1980, n.11; Sonata da camera, Nuova Consonanza, Roma, 1971; Sui poemi concentrici, in "Le edizioni della Divina Commedia dal torchio al computer", Electa, Milano, 1989; Sull'immagine del mare nel pensiero, in "Gran Bazar", Milano, 1982, settembre ottobre; Variazioni, La Biennale di Venezia, Venezia, 1976; Webern, La Biennale di Venezia, Venezia, 1983.

Note su Salvatore Sciarrino Benché al nome di Salvatore Sciarrino venisse in un primo tempo associato solo il concetto di nuova materia sonora in ragione dell’originale e suggestiva ricerca avviata dal compositore siciliano, più incline a sintonizzarsi appunto sul suono che non sulla “dialettica delle altezze” a lui estranea, altri fattori non meno importanti si sono chiariti a completare un quadro stilistico tra i più singolari. In primo luogo l’organizzazione dei segnali sonori della direzione di una maggior trasparenza ed essenzialità, di un’articolazione musicale la cui logica converta la mera seduzione sensoriale in organismi coerenti e pregnanti. In secondo luogo la ben nota centralità del rapporto suono-silenzio. L’invenzione acustica, un tempo volta verso una sorta di cristallina storicizzazione delle forme, orea si proietta sempre più verso nuove percezioni del tempo.

Discografia - Music Editions L'addio a Trachis, Claudia Antonelli arpa, nell’album L’arpa contemporanea, Fonit Cetra Italia; All’aure in una lontananza, Roberto Fabbricciani flauto, nell’album Fntasia su Roberto Fabbricciani, Philips; Barroso. Brazil, arrangiamento di S. Sciarrino, Ensemble Musica '900, Maurizio Dini Ciacci direttore, nell’album Folk songs, Ricordi; Cadenze, ai Concerti, K. 207, K. 211, K. 216, K. 218, K. 219, K. 261, K. 269, K. 373, per violino e orchestra di W. A. Mozart, Orchestra da camera di Praga, Salvatore Accardo direttore e solista, nei cd Nuova Era Salvatore Accardo plays Mozart. I Vol.: Concerti n. 2 e n. 3:6902, II Vol.: Concerti n. 1 e n. 4:6926, III Vol.: Concerti n. 5 Adagio e Rondò:6938; 12 Canzoni da Balletto, Donatella Del Monaco soprano, Pietro Borgonovo oboe, Evandro Dell’Oca fagotto, Angelo Leone mandolino, Angelo Amato chitarra, Giulio Franzetti e Mauro Loguercio violini, Aldo Bennici viola e viola d’amore, Marco Scano violoncello, Salvatore Sciarrino direttore, Fonit Cetra; 6 Capricci, George Mönch violino, nell’album Il violino contemporaneo, Fonit Cetra; Che sai gurdiano della notte?, Ezio Zappatini clarinetto, Divertimento Ensemble, Sandro Gorli direttore, nel cofanetto Biennale ’79, Fonit Cetra; Come vengono prodotti gli incantesimi? Canzone di ringraziamento, Roberto Fabbricciani flauto, nell’album Flute XX, CD Europa Musica; De o de do, Jukka Tiensuu cembalo, nel cd The fantastic harpsichord, Finlandia Records FACD; Di Zefiro e Pan, I Dieci Fiati Italiani, Sandro Gorli direttore, nell’album I Dieci Fiati Italiani, Rosty Records; G. Rossini Giovanna D’Arco, elaborazione per orchestra di S. Sciarrino, Teresa Berganza mezzosoprano, English Chamber Orchestra, Marcello Viotto diirettore, nell’album Cantate, CD Claves; Lohengrin azione invisibile per solista, strumenti e voci, Daisy Lumini solista, Gruppo Strumentale Musica Oggi, Salvatore Sciarrino direttore, Ricordi; Tre notturni brillanti, Aldo Bennici viola, nell’album La viola Contemporanea, Fonit Cetra; Due nuove melodie Luciano Gallo baritono, Massimiliano Damerini pianoforte, nell’album Musica nuova a Siena, Fonit Cetra; Quintettino n. 2, Quintetto Arnold, nell’album Ricorrenze, RICORDI; Sonata II, Massimiliano Damerini pianoforte, nell’album Piano XX, Frequenz; Un’immagine di Arpocrate, Massimiliano Damerini pianoforte, Orchestra Sinfonica e Coro della RAI di Roma, Gianluigi Gelmetti direttore, Fonit Cetra; Vanitas, Sonia Turchetta mezzosoprano, Rocco Filippini violoncello, Andrea Pestalozza pianoforte,

Ricordi.

Compositore italiano.

Essenzialmente autodidatta, ha iniziato a comporre all'età di dodici anni, formandosi sull'ascolto delle opere dei grandi del passato e dei contemporanei. Queste composizioni, tutte quelle prima del 1966, vengono considerate dall'artista solo esperimenti. Proprio del 1966 è la "Sonata per 2 pianoforti" che, insieme alla "Berceuse" del 1967 per orchestra, afferma precocemente la sua abilità di ricerca. Sciarrino è ammiratore di Stockhausen, ma ne rifiuta il serialismo integrale, preferendo basare la sua musica sulla "trasformazione del suono tramite la massima articolazione". Il suo linguaggio, assolutamente personale, è così legato alla tradizione europea sette-ottocentesca ma con un carattere nuovissimo: per la prima volta il timbro non è più concepito solo come colore ma è determinante della struttura stessa della musica. Ne sono prova intensa e di difficile esecuzione lavori come il Trio, gli "Studi", i "Capricci", "Allaue in una lontananza"; la sua indagine sul suono, che si inserisce in un contesto formale di esemplare chiarezza trova altri punti forti nell'opera "Amore e Psiche" del 1972, in "Vanitas" per soprano, violoncello e piano del 1981 e nel Trio con pianoforte n. 2 del 1987. Dopo aver insegnato al conservatorio di Milano e di Perugia, dal 1987 insegna in quello di Firenze.

Sciarrino Salvatore

(1947)