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CINEFORUM!!!

Riprende questo martedì, 29 giugno, in cineforum all' aperto del Tago Mago...la programmazione estiva prevede un totale di 11 film in programmazione, tutti i martedì alle ore 22,00...l' ingresso come sempre sarà libero e la consumazione facoltativa...il primo film in programma sarà uno dei capolavori degli ultimi anni del regista Spike Lee, vale a dire "He Got Game", film del 1998...tra pochi giorni inoltre sarà nuovamente attivo il sito internet ufficiale del locale (www.tagomago.it), dove potrete trovare tutte le date del cineforum e degli altri eventi estivi...

Con preghiera di pubblicazione e diffusione

Tago Mago lounge cafè
Via Stradella 20
54039 Marina di Massa (MS)
infoline 3473150342


He Got Game - Egli Ha Vinto (1998)







Genere: Drammatico
Durata: 134 - Origine: Usa
Al detenuto Jake Shuttlesworth viene improvvisamente concessa la libertà vigilata. Il direttore del carcere gli fa intravedere la possibilità di una riduzione della pena a patto che riesca a convincere suo figlio Jesus, il miglior giocatore di basket fra i liceali d'America, a firmare il contratto con la Big State, l'università alla quale è molto legato il Governatore. Jake è in prigione per avere ucciso la moglie durante uno scatto d'ira. Dopo la morte della madre e la condanna del padre, Jesus ha dovuto badare a se stesso e prendersi cura della sorella minore, aiutato solo da una coppia di parenti. E ora Jesus è ancora solo al momento di prendere la decisione più importante: sono tante le università che gli offrono borse di studio molto allettanti, alcuni lo invitano a visitare i luoghi e gli mettono a disposizione soldi e donne, altri lo attirano con contratti altissimi e con la prospettiva di una vita da ricco. Jake avvicina Jesus ma il rapporto tra i due è difficile. Jesus è diffidente, rifiuta idee e consigli ma proprio nel momento in cui riesce a tenere testa al padre capisce di essere cresciuto e di potere parlare con lui da pari a pari. E la decisione finale di accettare l'offerta della Big State arriva come il suggello di un ritrovato rapporto di fiducia.

Titolo Originale: He Got Game

Settimana ricca di appuntamenti questa per il Tago Mago lounge cafè di Marina di Massa...i concerti saranno due, questa settimana, infatti oltre al classico appuntamento del martedì, anche mercoledì il palco del locale sarà scenario di uno show da non perdere...martedì 1 giugno saranno sul palco del locale gli Zen Circus, gruppo pisano di matrice pop rock, con chiare influenze folk-punk alla Violent Femmes e surf and roll alla Cramps, mentre mercoledì 2 giugno saranno di scena i Sodastream, gruppo australiano appartenente al movimento NAM, assieme ad artisti del calibro di King of Convenience ecc..entrambi i concerti inizieranno alle 22,30...a seguire le biografie dei due gruppi...

Da segnalare, prima del concerto

Martedi 1 giugno ore 21:15

Teatrino dei Servi in via Palestro (Ms)

Proiezione di :



"Dreamshop"


Cotometraggio (23 primi) girato nel comune di Massa, con attori del luogo.

Dreamshop è un lavoro di fiction, che non privo di citazioni passa attraverso più generi tingendosi anche di noir, per raccontare di una singolare rapina in banca.

Scritto e diretto dal ventiquattrenne Roberto Beani (al suo esordio nella regia), il mini-film è stato girato dal Dicembre 2003 sino a Febbraio 2004. Con Roberto Beani hanno lavorato alla realizzazione del corto, Lorenzo Cappè (fotografia), Ilaria Barelli (scenografia), Marco Barotti e Gabriele Ulivi (suono in diretta), Andrea Camozzi, " il Vito", fotografo di scena.

L'ingresso al Teatrino è libero e si consiglia vivamente a tutti la visione..

Gli Zen Circus si formano a Pisa nel 1994, quando il sedicenne Appino intravede nella musica la concreta possibilità di smettere di essere infilato a testa sotto nei cassonetti dai suoi compagni di scuola.
L'esordio discografico arriva nel 1998 con "About Thieves, Farmers, Tramps and Policemen", un'autoproduzione ruvida vicina al folk-punk dei Violent Femmes, al surf and roll dei Cramps alle bizzarrie pop dei Talking Heads. Il disco viene acclamato, da quelli che riescono a sentirlo, come un piccolo capolavoro dalla grande forza evocativa malgrado sia suonato con chitarre di torrone. Nonostante il riferimento esplicito ad alcuni modelli, in questa gemma dell'underground non mancano certo originalità carattere e classe. L'ultima copia di "About thieves..." è stata venduta all'asta durante il tour 2002, purtroppo non ne conosciamo il prezzo.
Grezzi, stradaioli, acustici e magrissimi Gli Zen Circus percorrono autostrade e statali a bordo di Nello, un prezioso camper d'epoca munito di ogni comfort.. Con il disco "Viseted by the Ghost of Blind Willie Lemon Juice Namington IV", sempre autoprodotto, la musica si fa più complessa e stratificata, ritorna un suono elettrico fuso con il sound folkpunk che produce vertici assoluti come Hillbilly Cabdriver o le splendide incursioni pop di Milk Legs. Dalla Sicilia al Friuli alla Puglia al Veneto, i tre vengono loro malgrado considerati i portavoce della scena indipendente Italiana ed alternano esibizioni su grandi palchi come Arezzo Wave a selvaggi concerti con amplificatori a pile in strada, sul tetto del camper, negli spartitraffico. Per la critica unanime gli Zen Circus sono la migliore live band nel paese, per i loro amici sono degli scappati di casa che si sono montati la testa. Il video promozionale di Blind Willie è Chicken Factory, specie di gioioso chiodo country che si pianta nel cervello e non viene via. Il video, interamente girato in video 8, si palesa su MTV all'ora del porco e si classifica tra i migliori al Mei 2002.
Nel frattempo il circo Zen diventa una vera e propria factory: nei concerti,attorno ad un solido, sudaticcio e spietato nucleo di Rock and Roll sono sempre più frequenti gli intermezzi di psychocabaret e arte varia coadiuvati dai reduci jugoslavi Tzagor Fadic, da mutilati di ogni genere e da un sacerdote esaltato che arringa la folla sparando in aria con il sottofondo di fonovaligie d'epoca. Lo scopo è quello di suscitare in due ore tutte le emozioni che un essere umano può provare. I nostri giocano, stupiscono, provocano, emozionano - da ballate folk di grande intensità a funambolismo pop sul filo del citazionismo, dalle follie acustiche uptempo alla psichedelica surreale alla Seargent Pepper.
Impercettibilmente muta la sensibilità della band che è ormai pronta a confrontarsi con la maturità artistica e con la scommessa di passare al pop emancipandosi da tutti i modelli e mantenendo alta la qualità. Il gruppo punta tutto sulla prima grande produzione della carriera: "Doctor Seduction". Un mese e mezzo di registrazioni completamente analogiche con strumenti e amplificazioni rigorosamente pre 1980 nello studio Maximum Volume del produttore di sempre, Max Sartor. Ecco a voi dieci perle perfette ed abbaglianti, dieci racconti in musica. Un classico modernissimo dove il salto di qualità è evidente.
Gli Zen Circus si spogliano dei panni dei cantori di una generazione per raccontare storie di vita di uomini e donne, colpi di fulmine, abbandoni, fughe, rivolte, delusioni, il mondo prima della morte, l'autodistruzione, la serenità transitoria. Nenie ipnotiche, chitarre potenti, assoli più lunghi della canzone, esplosioni ritmiche, riff di tromba come raggi di sole che filtrano in una stanza polverosa al mattino, gli anni settanta immaginati da chi camminava carponi quando finirono. In "Sweet me", realizzata insieme ai grandi Pertubazione due melodie vocali si accaniscono sui vostri poveri cuori; "Time Killed My Love" ricorda Nick Drake innestato su una ballata di Lou Reed. Il video promozionale è tratto da "Sailing Song", una energica sferzata indie pop con un contributo femminile alle voci , a metà strada tra "Video Killed the Radio Star" e i migliori Pixies, ma ormai i modelli danno solo un retrogusto mentre i sapori dominanti sono quelli cucinati in modo del tutto originale dagli Zen Circus. Girato in teatro da Luca Ciuti sulla sceneggiatura di Roan Johnson con splendide scenografie in legno realizzate interamente a mano, a questo video è affidato il compito di battere la strada per tutto il disco che uscirà a gennaio.
Arrivati prima di White Stripes e Strokes (e sicuramente dopo i Velvet Underground.) ma completamente al di sopra del ghetto del rock and roll revival, gli Zen Circus sono una band di livello internazionale che non ha ancora raccolto quanto ha seminato e spera di farlo proprio con questo disco straordinario. Dieci anni dopo la nascita del gruppo possiamo affermare che lo scopo del geniale frontman (e autore) sia stato parzialmente raggiunto: Appino è diventato una rockstar dal fascino ambiguo e i concerti sono affollati di giovani donne che gli tirano le mutandine. Purtroppo nei cassonetti ce lo infilano ancora, ma a farlo sono il bassista Ufo e il batterista Karim Qquru.

I Sodastream sono Pete Cohen e Karl Smith. I due si incontrano a Perth (ovest Australia) nel 1997 e un anno dopo si spostano a Melbourne. Nel 1998 pubblicano il loro primo EP, "Enjoy", che viene più volte trasmesso da John Peel durante la sua trasmissione radiofonica sulla BBC. Nello stesso anno viene dato alle stampe l'EP "Practical footwear": il disco segna il sound acustico dei Sodastream, costretti a registrare il disco senza il loro batterista.
Nel 2000 i due pubblicano il loro primo album LOOKS LIKE A RUSSIAN. Dopo un lungo tour tornano in studio con un nutrito gruppo di amici per le registrazioni di THE HILL FOR COMPANY (2001). L'album segna la fine del rapporto tra i Sodastream e l'etichetta australiana Tugboat Records.
Cohen e Smith registrano il loro terzo disco con la collaborazione di J. Walker (Machine Translations) e Marty Brown. Il risultato è A MINOR REVIVAL, prodotto dallo stesso gruppo e distribuito in Europa e nel resto del mondo tramite una fitta rete di licenze.

Con preghiera di pubblicazione e diffusione

Tago mago lounge cafè
Via Stradella 20
54039 Marina di massa (MS)
infoline 3473150342

Ultimo appuntamento con il cineforum pomeridiano e serale con il Tago Mago lounge cafè di Via Stradella...domenica 4 marzo,a partire dalle ore 18,30, verranno presentati due film serbi, a seguire due note sui film.

LA POLVERIERA

di: Goran Paskalievic

con: Lazar Ristovki, Miki Manolovic, Mirjana Jokovic

Ci pensa Goran Paskaljevic che con La polveriera coniuga tensioni irrisolte con un montaggio altalenante ed incisivo, un taglio registico crudo e incalzante. Il film è infatti costruito come un lancinante puzzle metropolitano in cui vari episodi, di quotidiana inquietudine, si intersecano nell'arco di una notte, in una Belgrado degradata e violenta. Non c'è una vicenda predominante, ma un'angoscia incombente che pervade ogni personaggio, situazione, inquadratura. E il crescendo di tensione incendia progressivamente il racconto fino ad un'esplosione finale, non solo figurativa, che esalta la metafora di Paskaljevic. Ne La polveriera la frammentazione narrativa rispecchia la lacerazione del popolo serbo (il regista è da tempo un fiero opositore di Milosevic), l'identità di un paese distrutto anche nell'anima ("non sono colpevole" è la frase di rito). Tra vendette, colpe ed espiazione, il buio morale che avvolge i Balcani trova testimonianza in un'emblematica battuta di uno dei protagonisti: " non c'è più luce in questo paese, solo quella dei ceri delle chiese"

"DUST"
di: Milcho Manchevsky

con: Adrian Lester Joseph Fiennes David Wenham

Presentato all'apertura del Festival di Venezia dello scorso anno, il nuovo film di Milcho Manchevski ha suscitato moltissime polemiche e pochissimi consensi. Un "errore di valutazione" come ha confessato il produttore Domenico Procacci, sebbene era difficile per chiunque immaginare quello che sarebbe accaduto nei Balcani proprio in quella caldissima fine agosto, né tanto meno prevedere le aspettative "politiche" che "Dust" ha poi creato. Ma come tentò di sottolineare in conferenza stampa il regista macedone, allora come oggi il film non ha mai voluto sollevare alcuna riflessione o inclinazione politica.
Attraverso la sua narrazione fluttuante tra spazio e tempo di un racconto in un racconto, Manchevski ricrea con straordinario estro l'epopea di un Est selvaggio, la rivoluzione macedone dei primi del '900, che tanto somiglia a quella messicana e in cui uomini con grandi ideali di libertà, cavalcavano e uccidevano senza sosta. Un selvaggio Est che sembra il riflesso proprio di quel selvaggio West da dove partono i due eroi, Luke ed Elijah, fratelli in costante lotta tra loro e perdutamente innamorati della stessa donna, che finirà con lo sposare Elijah.
Nessun altro genere cinematografico riesce a creare immagini tanto forti e quasi mitologiche come il western, e gli eroi di Manchevski ripropongono gli archetipi di un genere "letterario" sempre attuale e in grado di non invecchiare mai

*************

Mercoledì 31 marzo al Tago Mago, a partire dalle ore 21,00, nell'ambito di un tour europeo, serata cinematografica dedicata all' Argentina e in particolare al cinema indipendente argentino. Titolo della serata "Passato e Presente delle lotte popolari in Argentina".
Sarà presente la regista Natalia Polito del Gruppo De Cine Insurgente.
Il Gruppo de Cine Insurgente si è costituito da alcuni anni formandosi nella Università Popolare delle Madres de Plaza de Majo.
All'interno della Univeristà Popolare delle Madres si sta formando una nuova generazione di registi che pongono la macchina da presa al servizio delle lotte e della denuncia.
Il progetto del gruppo de Cine Insurgente è fondamentalmente quello di recuperare progetti collettivi stroncati dalla dittatura del 76 (i loro riferimenti sono il gruppo de Cine Liberazione, l'Università del Litorale fondata da Fernando Birri e il gruppo di Cine di base di Gleyzer).

Questa inziativa al Tago Mago cade nella ricorrenza del ventottesimo anniversario del colpo di stato militare (24 marzo 1976) che fece sparire nel nulla una intera generazione di militanti.

Riportiamo alcuni stralci del manifesto del Cine Insurgente:
"Crediamo che la concentrazione monopolistica e la sottomissione dell'economia latino-americana agli interessi dell'imperialismo e della banca internazionale ha anche la sua espressione nell'ambito della produzione del discorso audiovisivo.

.

Riprodurre soggetti del mercato, setacciare , frammentare e diluire le reazioni di coloro che restano fuori dallo stesso e sono spinti alla lotta sembra essere l'obiettivo dell'apparato audiovisivo.

Questa presenza totale della TV con is suoi cento canali via cavo ha sottomesso allo stesso modo il mercato cinematografico, ridotto ad essere un appendice della stessa.

Quelli che studiano cinema o intendono farlo finiscono con il finire in un gigantesco imbuto dove solo pochi passano, mentre la maggioranza finisce nel limbo della disoccupazione o nella sconfitta della speranza e dei progetti.

Porre le macchine da presa a fianco di chi lotta e trovare tra questi e uniti a questi i destinatari di queste produzioni.

Il "cinema", quindi, come una delle armi di resistenza."

Dopo le proiezioni ci sarà la possibilità di scambiare pareri e riflessioni con la regista Natalia Polito.
Di seguito il testo del programma.


Passato e presente delle lotte popolari in Argentina
Incontro con il cinema indipendente argentino

Mercoledì 31 marzo, ore 20.30
Tago Mago, Via stradella - Ronchi (Massa)

Verranno proiettati i seguenti filmati:

Assemblea: occupare è resistere, 30'
Guernica, ciò che non si vede, 25'
Santucho ed il Prt-ERp, 35'

Sarà presente la regista Natalia Polito del "Gruppo de Cine Insurgente"

CSPAL
Comitato di Solidarietà con i Popoli dell'America Latina
WEB:
http://cspal.supereva.it
EMAIL:
mailto:cspal.ms@libero.it

Il CSPAL si riunisce ogni 2 mercoledì presso la Croce Bianca di Massa in via
Crispi.

Appuntamento con il cinema italiano per questa settimana nel cineforum del tago mago...a partire dalle 18,30 di domenica 28 marzo, le due proiezioni in programma sono "Nemmeno in un sogno" di Gianluca Greco e "Tutto l' amore che c'è" di Sergio Rubini; l' ingresso è come sempre libero e la consumazione facoltativa. A seguire due note sui film in programma...

Con Preghiera di pubblicazione e diffusione.

Nemmeno in un sogno

(Italia 2002)



di: Gianluca Greco

con: Ahmed Urgulu, Giuseppe Battiston, Roberto De Francesco, Andrea Prodan, Claudia Muzii, Fabio Bussotti, Martina Stella



L'idea iniziale di "Nemmeno in un sogno" diretto dall'esordiente Gianluca Greco è tratta da un fatto di cronaca accaduto all'incirca tre anni fa, e che il regista lesse su "Il Gazzettino": un gruppo di extracomunitari sbarca sulla spiaggia di un villaggio vacanze pugliese. Lo svolgimento invece si risolve in una farsa gioiosa e surreale che, mettendo alla berlina personaggi e caratteri topici della cultura pugliese e non (dagli scafisti albanesi ai mafiosi da fumetto della Corona Unita), cerca di far riflettere su un tema attualissimo come il fenomeno dell'immigrazione clandestina, usando i toni desueti della favola e della commedia demenziale.
Che il tentativo sia riuscito o meno non è forse l'aspetto più importante da sottolineare di questa pellicola, rilevando invece come il regista Gianluca Greco al suo debutto si sia inoltrato coraggiosamente in un campo minato e comunque poco frequentato dalla recente produzione cinematografica italiana.
Nel raccontare la storia del pastore armengistano Ahmed (il volto, inedito in Italia ma famosissimo un Turchia, di Ahmet Ugurlu che attraversa il film con lo stesso candore e leggerezza di un "Monsieur Hulot" di "tatiana" memoria) che, sbarcato sulla spiaggia del villaggio vacanze Magic Club in Puglia, si ritrova catapultato in una "realtà" che non ha nulla da invidiare ai rutilanti, colorati e stupidi show televisivi che guardava estasiato alla tv satellitare del suo paese, Gianluca Greco fa correre e scorrere la sua macchina da presa (trovando un fedele alleato nel montatore Claudio Di Mauro) su un campionario di varia e "avariata" umanità impermeabile a qualsiasi tentativo di redenzione.
E dirige e sfrutta al meglio un cast d'attori tutti felicemente in parte (vedasi una Martina Stella ironica e commediante di razza o Roberto De Francesco, conosciuto per ruoli drammatici, bravissimo nel ruolo dell'apprendista delinquente), a volte scivolando però in un facile "macchiettismo" o in soluzioni esagitate e poco credibili pur nella loro demenzialità, che poco giovano ad un film che ha il grande merito di non prendersi troppo sul serio, lasciandoci però addosso l'ingombrante pesantezza e responsabilità di un'immane tragedia come quella dell'immigrazione clandestina.


Tutto l'amore che c'è

(Italia 2000)


Di: Sergio Rubini

Con: Michele Venitucci, Francesco Cannito, Margherita Buy, Teresa Saponangelo, Gérerd Depardieu, Sergio Rubini, Marcello Introna, Pierluigi Ferrandini, Antonio Lanera, Francesco Lamacchia, Antonio Tuzza, Celesta Pisenti, Vittoria Puccini, Alessandra Roveda


Tutto l'amore che c'è è la storia di tutti quelli che vorrebbero "regredire" alla fase dei sedici anni o giù di lì. La realtà in cui si snoda questa vicenda è quella incontaminata della Puglia, quella di un paesino anni Settanta in cui massima forma di ribellione e strumento di aggregazione tra i gruppi è la musica.

La musica suonata e quella ascoltata, ottimi combustibili per i sogni.

L'equilibrio, la tranquillità, "l'ecosistema" in generale è completamente stravolto dall'arrivo di tre splendide ragazze figlie di un ingegnere del nord arrivato per costruire una fabbrica.

Forse c'è dell'autobiografia nell'opera del novizio Rubini, ma se così fosse. Chi se ne frega! Quello che più va apprezzato a mio parere in questo lavoro è la sincerità e la spontanea genuinità con la quale si descrive la realtà del paese, il paese piccolo dove anche l'atteggiamento "ribelle" dei giovani del posto sta al riparo dalla modernità e da tutto quello che con essa incenerisce tradizioni e abitudini e. Un po' quello che succede a chi nell'adolescenza incappa nella cugina dell'amico venuta "da noi" per trascorrere l'estate al mare e resta folgorato da tanta bellezza dal suo modo di parlare da troppa audacia, da troppa novità. No? Fate voi

Nostalgia? Si senza ombra di dubbio, ma nostalgia vera nostalgia adolescenziale o tardo-adolescenziale senza puzza di revisionismi o rancori politici

Jux Tap - Sarzana (La Spezia)


JUX TAP
Via Variante Aurelia, 159 Sarzana (SP)
Info: 0187/607162; 0187/610982;
www.muv.it

TAGO MAGO lounge cafè
Via Stradella 20, Marina di Massa (MS)
infoline: 347/3150342
www.tagomago.it

COMUNICATO STAMPA CON PREGHIERA DI PUBBLICAZIONE


Giovedì 22 gennaio ore 21.45
HOWE GELB – BOCEPHUS KING in concerto
(in collaborazione con Tago Mago Lounge Cafè – Massa)

Line-up: Howe Gelb: vocals, piano, guitar

Bocephus King: vocals, guitars; Jeremy Holmes: bass, vocals; Mary Ancheta: organ, piano, vocals; Liam Macdonald: drums; Scott

Smith: guitars, pedal steel, mandolin; Jesse Zubot: violin, trumpet

Doppio programma di grande lusso al Jux questo giovedì 22 gennaio. Comincia la serata Howe Gelb, leader dei Giant Sand, che alle 21.45 si impadronirà del palco per un set piano e voce. Gelb è un personaggio chiave dell’ultima wave indie rock americana, un guru attorno al quale hanno ruotato e ruotano formazioni come i suoi Giant Sand, i Calexico, i Friends of Dean Martinez e musicisti come Lisa Germano. Un’avventura nata a Tucson, Arizona, a metà degli anni ’80, che vede Gelb alternarsi fra i progetti citati sopra a dischi solistici in cui si avvale di diverse collaborazioni. Le più frequenti sono quelle con Convertino (leader dei Calexico) e con Rainer Ptacek, cantautore scomparso nel 1997.
Quello di Boecphus King è invece un ritorno molto atteso e che suscita molta curiosità. Nel penultimo tour europeo aveva suonato un fantastico concerto al Jux Tap; dopo aver visto altre sue performances ci siamo accorti che quello spettacolo non era un frutto di grazia estemporanea ma la regola. Bocephus aveva tutto per piacere: grande musicianship, una voce che non si dimentica, una presenza scenica straordinaria (da star hollywoodiana), una generosità che lo spingeva a suonare per quasi tre ore e una fantasia e un coraggio che sondavano i limiti delle sue possibilità e che mettevano a dura prova quelle della sua band, i favolosi Rigalattos. Il suo nuovo disco, “All The Children Believe In Heaven” esce solo ora, tre anni dopo l’ultimo “Blue Sickness”. “No Depression”, la famosa rivista americana, lo ha incensato come un grande disco che deve però più a Morricone e Fellini che non a Hank Williams! E un nuovo tour, una nuova band (che include l’eccellente violinista Zubot già sentito sull’ultimo di Kelly Joe Phelps con Bill Frisell) lo attendono. Non potevamo non essere nella partita di questo tour dopo aver amato così tanto quei concerti di tre anni fa e dopo aver conosciuto questo fantastico personaggio capace davvero di qualsiasi cosa... e chissà cosa potrebbe accadere con Gelb!

www.giantsand.com

www.bocephusking.com

Ingresso: Euro 12,00; con Concert Card: Euro 6,00


Prevendite biglietti: Fantoni Service della Spezia (0187/716106) e Sarzana (0187/620419), Casa Musicale Biso della Spezia (0187/734253), Box Office di Toscana e Liguria (010/590195) EasyTickets (www.tkts.it).

Il primo comunicato dell' anno presenta una piccola imperfezione, ovvero manca la data del concerto...mi scuso con tutti, anche se oramai è appurato che i concerti al Tago Mago si svolgono il martedì...quindi i franklin delano si esibiranno domani sera, martedì 13 gennaio...ciao a tutti e scusate il mio neurone!

Ritorna l' appuntamento con il live al Tago Mago lounge cafè di Marina di Massa...per il primo live dell' anno 2004 è stato scelto un gruppo emergente dalle enormi potenzialità, i Franklin Delano, formato da elementi già affermati nel panorama musicale alternativo italiano. Il trio post folk bolognese, infatti, è formato da Paolo Iocca e dalle ex Massimo Volume Marcella Riccardi (che per l'occasione si permette di sperimentare anche su mandolini e lapsteel!) e Vittoria Burattini proponenendo un set che shakera tutti insieme Califone, Red Red Meat, Orso, Joan Of Arc, 16hp, The For Carnation, Howe Gelb, Calexico, e tutto l'avant rock e il free folk statunitense. il risultato è assolutamente originale. Album di debutto "All My Senses Are Senseless Today" in uscita a breve per Zahr Records. Segue una breve bio del gruppo. Il Concerto inizierà alle 22,30, l' ingresso come sempre sarà libero...
FRANKLIN DELANO - BIOGRAFIA
In agosto 2002 Paolo Iocca (chitarre, voce) e Luca di Pierro (batteria, percussioni, found objects) iniziano a suonare insieme. L'idea è quella di creare una "dark side of post folk". In ottobre si unisce a loro Marcella Riccardi (chitarre, voce - ex Massimo). A febbraio 2003 Luca lascia la band per dedicarsi ad altri interessi. Subentra Samuele Lambertini. Durante l'anno i concerti si susseguono a ritmo serrato, al fianco anche di nomi importanti dell'underground: Ulan Bator, Cut, Califone, Moltheni, Okkervil River, Sin Ropas. Il gruppo suona live anche a Radio Città del Capo e Radio K Centrale a Bologna. A maggio, desiderosi di fissare il set e di cercare un'etichetta che li produca, i tre registrano nella stalla di casa di Paolo il demo di 7 tracce, con la partecipazione di Massimo Gattel (Ulan Bator) al violino e dello stesso Davide Cristiani (pianoforte, field recordings, inserti binaurali) che è lo stesso che li registra e mixa. Nei piani della band, l'album di cui questo demo è una sorta di canovaccio, dovrebbe chiamarsi "All My Senses Are Senseless Today". Alla fine di ottobre, subito dopo il tour con i Sin Ropas, Samuele lascia la band per incomprensioni personali e artistiche. Al suo posto dietro ai tamburi subentra Vittoria Burattini (ex Massimo Volume). A dicembre la band registra un demo con la nuova formazione: "Like a smoking gun in front of me". Le recensioni positive ad "All My Senses Are Senseless Today" intanto fioccano numerose (tra l'altro, in un'intervista al Mucchio Selvaggio - 18/24 nov 03 - Will Sheff degli Okkervil River menziona il gruppo definendoli "fantastici"). Grazie anche a queste, vengono contattati da Zahr records. Si attende ora la pubblicazione di "All My Senses.", rimasterizzato da Giovanni Carlini al Live Studio di Cagliari, a giorni (gennaio 2004).
Con Preghiera di pubblicazione e diffusione

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ricca Newsletter per questa settimana che si prospetta ricca di appuntamenti...

Iniziamo Domenica 7 dicembre, con un evento unico...nel pomeriggio infatti si svolgerà il concerto di uno dei gruppi emergenti della zona apuana, vale a dire i Carciofi Sonici...all' interno di questa mefitica emanazione musicale di un assai più ampio collettivo di sedicenti agitatori artistico-culturali conosciuto come Collettivo Individualista, milita una delle menti più illuminate del panorama musicale locale, Alessando, il guru, il santone trascinatore di folle, colui che ha fatto parte dei gruppi più rappresentativi della nostra provincia... gli altri componenti sono gabri (chitarra bionda), la Frà (basso) e luigi (batteria)...i Carciofi sonici si definiscono una (sotto)specie di collisione indie pop/free noise, che pesca a piene mani da ben più nobili artisti quali Pavement, Sonic Youth, Lula e Village People...il concerto inizierà verso le 17,30, l' ingresso come sempre sarà libero e la consumazione a coscienza!!!!

Martedì 9 ancora live, e questa volta saranno gli Anatrofobia ad esibirsi......un viaggio nella terra di nessuno dei pentagrammi dove tutto può accadere: è quello che propone il gruppo piemontese...meditazione a volte anche apocalittica, sempre struggente, sul secolo che fu, dove le piste di Ives e Varese hanno finito per entrare in corto circuito con Frank Zappa e King Crimson, Art Ensamble of Chicago e Henry Cow e John Cage...(Guido Festinese dal volume "Arti Visive 3")...questa breve descrizione rappresenta al meglio l' essenza del verbo musicale dell' ensamble, fatto di free jazz con sonorità sempre avanguardistiche e tecnica da vendere...il tour di cui fa parte il concerto al tago Mago fa parte delle date di promozione del nuovo album del gruppo, "Le cose non parlano", prodotto dalla proficua etichetta milanese Wallace Records...il concerto degli Anatrofobia inizierà alle 22,30, ingresso libero.

Cambiamo decisamente genere ma non regione, da un gruppo musicale piemontese si passa infatti ad una cena con degustazione di vini piemontesi...tutte le info dettagliate sulla serata di giovedì 11 dicembre le troverete sul sito www.tagomago.it
Sempre sul sito sarà possibile già da ora consultare il menù per il cenone di capodanno e prenotare un tavolo sia per la degustazione che per il 31 dicembre!!!!

Altra notizia è quella dell' avvio ufficiale della collaborazione fra il Jux Tap ed il Tago Mago longe cafè...dopo una serie di eventi organizzati con il supporto del Jux Tap all' interno del Tago Mago, il 18 dicembre sotto il logo TAGO MAGO ALternative inizieranno una serie di concerti e di eventi per far conoscere alla larga fetta di pubblico fedele al locale di Sarzana quelle che sono le tendenze musicali emergenti nel panorama italiano e non solo...il primo evento proposto dal Tago Mago all' interno del Jux Tap sarà il concerto dei Perturbazione, altro gruppo piemontese oramai da anni sulla scena, che il questo 2003 ha visto la definitiva consacrazione come una delle migliori band italiana...assidui frequentatori del TORA! TORA! festival organizzato da Manuel Agnelli degli Afterhours, i Perturbazione sono freschi vincitori del premio "miglior tour dell' anno 2003" al Meeting delle Etichette Indipendenti di Faenza...concerto da non perdere...aggiornamenti sull' evento sui siti www.tagomago.it e www.muv.it

questo è tutto, alla prossima mail e come al solito,

con preghiera di pubblicazione e diffusione
s

Stefano Rossi
Via Carbonia 13
54100 Massa (MS)

Tago Mago lounge cafè
Via Stradella 20
54039 Marina di Massa (MS)

infoline 347-3150342

Martedì 2 dicembre appunamento con il live al Tago Mago lounge cafè di Marina di Massa...si esibiranno i Pin Pin Sugar, prodotti dall' etichetta Bar la Muerte, la prima etichetta di Bugo...il concerto inizierà alle 22,30 e l' ingresso come sempre sarà libero.

PIN PIN SUGAR
Nati alla fine del 1997, nella lurida cornice dell'hinterland milanese, i tre Pin Pin Sugar, Chet Martino al basso, Nicola Ratti alla chitarra e Franz Scardamaglia alla batteria, sin dall'inizio hanno come maggiore aspirazione l'unione tra carne cruda e nouvelle cuisine, senza lo spirito intellettualistico dello chef d'accademia, ma con la nonchalance del cuoco pasticcione che rocambolescamente riesce sempre a salvare la serata.

Si divertiranno a definire jazzcore il loro menu, sebbene la definizione, per quanto già di per sé imprecisa, stia alla loro musica piuttosto stretta. Partendo dall'esasperazione di stampo math di cellule ritmiche da tema jazz, ci si perde tra fraseggi scheggiati, tempi dispari, simmetrie e asimmetrie, spigoli vivi, linee oblique e ipnotiche spirali, il tutto robustamente e sfacciatamente condito con quello che capita a tiro: scale mediorientali, sparatorie noise, sorprendenti dilatazioni di elettronica calda e imbizzarrimenti free.

Dopo aver realizzato due demo ben accolti (il primo è stato annoverato tra i migliori demo del 1999 da Stereosupremo - www.stereosupremo.com), hanno suonato in giro per l'Italia, accompagnando tra gli altri i chicagoani Flying Luttenbachers nel loro ultimo tour italiano. Hanno realizzato un rifacimento di God Bows To Math dei Minutemen con la partecipazione di Giuseppe Ielasi, per il tributo Minutemen Wrote Propaganda Songs prodotto dalla barese Cracks In The Sidewalk ed un remix de "Il Techosiciliano" dei R.U.N.I. pubblicato su La Zuccha Polmonate da Wallace Records, Bar La Muerte e Beware.

A compimento del primo lustro ecco venire alla luce il primo album, Latex Duellos, coprodotto da Megaplomb e Bar La Muerte, con la preziosa collaborazione di Jacopo Andreini ai fiati ed Attila Faravelli in veste di fonico.



Con preghiera di pubblicazione e diffusione.s.



Tago Mago lounge cafè
Via Stradella 20
54039 Marina di Massa

Domenica 16 novembre altro appuntamento con il cinema al Tago Mago lounge cafè di Marina di Massa...le due proiezioni inizieranno rispettivamente alle 17,45 ed alle 21,30... questi i film in programma

Ho sparato a Andy Warhol
(USA/GRAN BRETAGNA)


regia di: Mary Harron
con: Lili Taylor, Jared Harris, Lothaire Bluteau, Martha Plimpton

Nel 1968, una giovane artista squattrinata, lesbica e femminista militante, sparò a Andy Warhol con una calibro 32. Warhol non morì e Valerie Solanas, dopo un processo in cui fu presentata come campionessa dei diritti della donna e dopo tre anni in un asilo psichiatrico, tornò nell'anonimato.

Per il suo esordio nel lungometraggio con «Ho sparato ad Andy Warhol» la documentarista britannica Mary Harron ha l'aria di essersi preparata con cura. Il film, che ha suscitato interesse al «Sundance» e a Cannes, riesce a imporsi come un serio contributo al recupero della figura diffamata e dimenticata di Valerie Solanas, la ragazza che nel '68 ferì gravemente a rivoltellate il «guru» della Pop art. Il personaggio Warhol appare come probabilmente fu: affabile, stralunato, ipocrita. Contro questo simbolo di una rivoluzione mercificata si immola l'indemoniata Valerie Solanas, travolta dall'autentico furore eversivo che può nascere da tremende esperienze di vita. Affidato a un'attrice con la grintaccia e il talento di Lili Taylor, il ritratto a tutto tondo della protagonista risulta essere ben definito nei particolari. Dopo un'infanzia rovinosa e una laurea all'università, Valerie vaga senza tetto né legge per le vie di New York accattonando, rubacchiando e prostituendosi nei modi più orrendi. Impegnata a inveire contro il «sistema», la ragazza diffonde a ciclostile il programma da lei scritto per lo Scum (Society for cutting up men), un invito a sterminare i maschi in nome del primato del secondo sesso, destinato a diventare un classico dell'estremismo femminista. Warhol, la accoglie nella Factory ma non accetta di produrre la sua commedia «Fuck your ass». Il fato le mette in mano una beretta calibro 32 con la quale si dirige direttamente dal <<guru>> della pop forse per assicurarsi il «quarto d'ora di notorietà» teorizzato dallo stesso Warhol come un diritto di tutti.



Pollock (USA 2000)
Regia: Ed Harris

Con: Ed Harris (Jackson Pollock), Marcia Gay Harden ( Lee Krasner), Tom Bower ( Dan Miller), Val Kilmer (Willem Dekooning), Jennifer Connelly (Ruth Kinglman)



Per me l'arte moderna non è altro che l'espressione degli ideali dell'epoca in cui viviamo [.] Penso che nuove esigenze richiedano nuove tecniche...

Jackon Pollock

Ed Harris si avvicina alla figura di Jackson Pollock con sincerità, partecipazione e voglia di mostrare il vero io del pittore

A differenza di ciò che accade in molti film su noti pittori, Pollock mostra minuziosamente tutte le fasi della realizzazione delle opere dell'astrattista americano, ne rivela le tecniche innovative (come quella del dripping, ovvero del colore sgocciolato direttamente sulla tela), facendo entrare lo spettatore direttamente nella mente dell'artista e, di conseguenza, avvicinandolo arte espressionista astratta. . Senza ombra di dubbio il film ruota tutto intorno all'interpretazione magistrale di Ed Harris, attore solitamente utilizzato per ruoli di cornice, che qui, con una grande sensibilità e una forte adesione al personaggio, ci regala quella che è la sua miglior prova d'attore, un insieme di piccole notazioni di carattere, sguardi profondi e precise movenze d'artista di rara intensità

L'incontro con Lee Krasner (Marcia Gay Harden) è decisivo. Lee Krasner è la vera protagonista dell'azione, la donna a cui si deve ogni movimento della vita di Pollock. Non a caso la fine tragica del pittore, per incidente d'auto, avviene subito dopo l'abbandono di Lee. Per tutto il film abbiamo a che fare con un immagine piuttosto oggettiva, un tipo di focalizzazione atta a mantenere un atteggiamento di rispetto e di distacco dal personaggio, lasciando allo spettatore un'interpretazione abbastanza libera le loro idee. Mi sembra che un pittore moderno non possa esprimere la nostra epoca, l'aviazione, l'atomica, la radio, nelle forme del Rinascimento



L' ingresso come sempre è libero.

Con preghiera di pubblicazione e diffusione

Tago Mago lounge cafè
VIa Stradella 20
Marina di Massa (MS)

MArtedì 18 novembre secondo appuntamento all' interno della rassegna The Blues Joint, in collaborazione con The Music Village (www.muv.it), presso il Tago Mago lounge cafè di Marina di Massa. Questa settimana sarà la volta si Steve Conte.
Lo abbiamo visto la scorsa estate in Italia al fianco di Willy De Ville in veste di chitarrista e ci siamo subito chiesti chi fosse, abituati a vedere alla destra di De Ville la lunga pedaliera di Fred Koella. Perduto Koella (finito nella band di Dylan con il quale ha intrapreso il "never ending tour"), De Ville ha scelto questo ragazzo newyorchese purosangue che ha davvero grandi numeri. Oltre alla grande musicianship, che ha portato Steve e suo fratello John a lavorare al fianco di David Bowie, Ian Hunter, Peter Wolf, Maceo Parker e molti altri (di recente Steve è stato in studio con Paul Simon), Conte ha una gran dote di autore e un gran gusto di interprete e una voce espressiva e soulful davvero notevole. In Italia in esclusiva per Blues Joint, Conte presenta il disco "Bleed Together", uscito con un grande party a New York il 21 settembre scorso. Un disco sorprendente e pieno di vitalità, rock, blues, roots ma anche pop e addirittura un bellissimo brano che è una malata e urbana bossa che fanno pensare che potrebbe nascere una bellissima carriera in proprio con il fratello John, i Contes.

Il concerto inizierà alle 22,30, l' ingresso come sempre sarà libero.

Con preghiera di pubblicazione e diffusione

Tago Mago lounge cafè
Via Stradella 20
Marina di Massa (MS)
infoline 347-3150342

Tornano in Italia, dopo oltre cinque anni di assenza, i grandi White Hassle (Ex-Railroad Jerk) eroi di casa Matador, della prim'ora, i due White Hassle suonano adesso in formazione allargata (variante dai tre ai quattro elementi...), con quello stesso piglio blues-punk bucolico che ce li aveva fatti conoscere e apprezzare come i potenziali eredi degli inarrivabili Violent Femmes. I White Hassle si esibiranno presso il baraonda discobar mercoledì 12 novembre, a partire dalle ore 22,30...l' ingresso come sempre è libero

White Hassle (USA ovvero Marcellus Hal e Dave Varenka dei Railroad Jerk). I White Hassle sono il progetto ibrido in chiave blues/folk/low fidelity oriented dell'improbabile quanto imprevedibile duo Marcellus Hall e Dave Varenka, entrambi impegnati a cavallo dei Railroad Jerk, storica band dell'underground newyorkese, già titolare di quattro albums e svariati singoli su etichetta Matador (la stessa, in passato, di Cat Power, Chavez, Come, For Carnation, Guided By Voices, Helium, Mecca Normal, Pavement, Liz Phair, Pizzicato Five, Jon Spencer & The Blues Explosion, Spoon, Superchunk, Unsane, Yo La Tengo..). I White Hassle giungono finalmente al loro album di debutto, "National Chain" (LP/CD Matador/Wide 1998), forti di un inveterato amore per il blues ed il rock'n'roll d'annata. Una manciata al covers (Ray Charles, Everly Brothers, Hank Williams...), un lirismo che ricorda addirittura i formidabili Violent Femmes di Gordon Gano ed un'attitudine alla Beat Happening contribuiscono a rimarcare la differenza sostanziale dei due umanoidi newyorkesi rispetto al resto del mondo musicale. Se amate alla follia Whitney Houston, odierete da subito i White Hassle...



con preghiera di pubblicazione e diffusione.

Domani sera, domenica 9 novembre, continua presso il Tago Mago lounge cafè la rassegna di cinema con la proiezione di due pellicole molto particolari e ricercate...come al solito, l' ingresso è gratuito e l' inizio delle proiezioni sarà intorno alle 18 per la prima e alle 21,15 per la seconda...

Amores Perros (Mex 2000)

Regia di: Alejandro González Iñarritu

con: Emilio Echevarría, Gael García Bernal, Goya Toledo, Alvaro Guerrero, Vanessa Bauche, Jorge Salinas

seneggiatura: Guillermo Arringa

fotografia: Rodrigo Prieto

montaggio: Alejandro González Iñarritu Fernando Pérez Unda Luis Carballar

Opera prima d'un cineasta messicano meno che quarantenne, presentata con successo alla Settimana della critica nell'ultima edizione del Festival di Cannes, "Amores perros" inscena tre vicende che s'incontrano al crocicchio d'un terribile incidente stradale. Ogni parola pronunciata, ogni gesto viene esaltato nella sua violenza dalla macchina da presa che sembra sempre tallonare i protagonisti con continui e inquietanti primissimi piani e veloci spostamenti. Il montaggio non permette nessuna distensione e nell'altalenarsi degli eventi si ricostruiscono le storie di ognuno dei protagonisti, tutte dominate dal dolore della rassegnazione di una vita sprecata e bagnata di sangue.


Ken Park (U.S.A 2003)

REGIA: Larry Clark e Edward Lachman
CAST: James Ransone, James Bullard, Tiffany Limos

La vita di un gruppo di adolescenti della provincia californiana e il rapporto con le loro famiglie, viene dissezionato e ricomposto nel mosaico di Clark e Lachman. Se in "Kids" l'obiettivo era puntato essenzialmente sui ragazzi, qui il campo si allarga comprendendo l'ambiente in cui vivono: conflitti familiari, dubbi esistenziali e primi esperimenti sessuali, si intrecciano a formare la trama del film. I mondi a confronto quello degli adulti e quello dei ragazzi in una sorta di ribaltamento in cui sono i primi ad essere sbandati ed i secondi ad avere le soluzioni per andare avanti. Nessuno dei genitori sembra vivere nella realtà, si sono tutti costruiti una sorta di comodo angolo posticcio. Il film non risparmia in crudezza e non sente il bisogno si calare giù il sipario della censura. Potrebbe sembrare gratuito, ma non lo è, affatto.
Nel complesso un messaggio positivo, una sorta di sprone ad andare avanti oltre le difficoltà, perché il futuro ti può sempre riservare delle sorprese, ma se non lo vivi, come Ken Park, non lo saprai mai. Il sesso è forse l'unico orizzonte catartico, antidoto all'indigenza della piccola provincia e soluzione unica per sfogare un malessere che sembra provenire direttamente dalle radici

con preghiera di pubblicazione e diffusione.

Tago Mago lounge cafè,
via stradella 20
Marina di Massa
infoline 347-3150342

Fantastico ed imperdibile evento martedì 11 novembre presso il Tago Mago lounge cafè di Marina di Massa...si esibirà infatti J mascis, uno dei più conosciuti ed apprezzati artisti degli ultimi 20 anni. L' evento farà parte della rassegna di musica The BLues Joint, organizzata in collaborazione con The Music Village ( www.muv.it )

J Mascis è nel music business da più di quindici anni. Allora iniziò a suonare la batteria in uno sconosciuto gruppo hardcore della scena di Boston. Per far capire quanto la sua figura sia centrale all'interno della scena alternative americana si può dire che a lui i Sonic Youth hanno dedicato uno dei loro pezzi più di culto ("Teenage riot"). Omaggi a parte, Joseph Mascis, dopo l'infruttuosa esperienza con i Deep Wound (il gruppo hardcore punk con cui iniziò a suonare), nel 1985, insieme a Lou Barlow (ora leader dei Sebadoh e parte di Folk Implosion) e a Murph (batterista), fonda i Dinosaur (poi diventati Dinosaur Jr dopo che un gruppo omonimo, formato da alcuni ex componenti dei Jefferson Airplane e di Country Joe & The Fish, li costrinse a cambiare il nome) e incide un disco ("Dinosaur") per l'etichetta indipendente Homestead. Due anni dopo, grazie al successo ottenuto e durante i concerti e grazie all'interesse delle college radio, la band firma un contratto con la SST (l'etichetta dei Black Flag). Il primo disco per la SST è. Si intitola "You're living all over me". L'anno dopo è la volta di "Freak scene", un singolo che diventa un hit dell'underground americano, una sorta di anthem per il post punk americano. Il singolo precede di qualche mese "Bug", terzo disco della band. In questo periodo però, oltre al successo, arrivano anche i primi guai per la band. Mascis e Barlow continuano a litigare tra di loro. Mascis, nel 1989, dice a Barlow che i Dinosaur Jr non esistono più. Ma dopo pochi giorni Mascis riforma il gruppo con una nuova line up. A fine anno il gruppo pubblica un disco di cover dei Cure ("Just like heaven"). Poi, nel 1990, arriva il contratto con una major: la Sire Records. Segue un anno di silenzio in cui Mascis si dedica a produzioni e collaborazioni varie con alcuni amici (Buffalo Tom, Sonic Youth, Velvet Monkeys). Verso la fine dell'anno poi dà alle stampe "Green mind". L'anno successivo Dinosaur Jr si trovano in tour con i Nirvana, che fanno da supporter alla band di Mascis. E' l'anno del boom del rock alternativo. Ma a Mascis tutto questo rumore attorno alla scena alternativa sembra non interessare, tanto che, per quasi due anni scompare dalla scena. E' solo alla fine del 1993 infatti che esce "Where you been", album che, grazie al successo dell'intera scena alternative, raggiunge buone posizioni nelle chart americane e non. L'anno dopo è la volta di "Withouit a sound". Poi sueguono tre anni di silenzio in cui il progetto Dinosaur Jr viene messo un pò da parte da Mascis per lasciare spazio al suo esordio solista ("Martin & me"), ad alcune produzioni (fIREHOSE, Tad), collaborazioni per una colonna sonora (quella di "Gas food lodging", un film girato dal regista indie Allison Anders. Nel 1997, dopo la realizzazione di "Hand it over", mette la parola fine a Dinosaur Jr. Nell'estate del 2000 Mascis ritorna in scena con il secondo album solista: "More light".


con preghiera di pubblicazione e diffusione

Stefano Rossi
Via Carbonia 13
54100 Massa (MS)
347-3150342

Tago Mago lounge cafè
Via Stradella 20
54039 Marina di Massa (MS)


Tago Mago lounge cafè organizza per giovedì 6 novembre una cena messicana, con birra Pacifico in degustazione...

Il menù della serata è:

Nachos con salse
Mini Burritos

Sopa de Elote (zuppa di mais)

Chili con carne

Bunuelos con sciroppo di cannella (frittelle)

il prezzo della cena è di 20 euro bevande incluse...

per prenotazioni telefonare ai numeri 347-3150342 oppure 340-1033376


Tago Mago lounge cafè
Via Stradella 20
54039 Ronchi (MS)

MArtedì 4 novembre prosegue la stagione dei live al Tago Mago con un progetto dal forte impatto visivo ed acustico; si esibiranno i Degenerate Art Ensamble, gruppo di New York composto per l' occasione da ben 13 elementi, oltre ai 7 musicisti si alterneranno sul palco anche 2 attori ed una ballerina giapponese di butoh.
Degenerate art ensemble è un esercito di artisti multi disciplinari, una big-band-garage-orchestra, nonchè compagnia teatrale. Un vero e proprio movimento trasversale alle diverse forme creative eterodosse, che è riuscito a coinvolgere anche artisti del calibro di Bill Frisell, Bright Sheng, Amy Denio, Eyvind Kang. Il sound che ne esce prende direzioni sempre diverse, jazz, world music, hard. I Degenerate Art Ensemble sono Jherek Bischoff - Bryan Cook - Sprout Guy - Joshua Kohl - Ian-Lee Lucero - Sam Mickens - Haruko Nishimura - Josh Stewart - Robert Dale Walker - Sam Wambach - Nik Weisend.

Il concerto inizierà alle 22,30, e l' ingresso sarà come sempre libero.

COn preghiera di pubblicazione e diffusione
s

Tago Mago lounge cafè
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info 347-3150342

Finalmente la stagione live del Tago Mago prende il via!!! Giovedì 9 ottobre alle ore 22,30 si terrà il primo concerto della stagione, con il gruppo Sin Ropas...l' ingresso sarà come sempre libero e la consumazione facoltativa... per ogni ulteriore informazione sui live e sugli altri eventi del Tago Mago potete visitare il sito www.tagomago.it, oppure telefonare al numero 347-3150342... in seguito breve biografia del gruppo e rassegna stampa e foto...con preghiera di pubblicazione e diffusione.

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54100 Massa (MS)

I Sin Ropas, (in spagnolo "senza vestiti") nascono, al pari di Califone, dallo scioglimento dei Red Red Meat, seminale band di rock acido e visionario che negli anni '90 incise dei piccoli grandi capolavori per la Sub Pop... Sono un duo, Tim Hurley e Danni Iosello (per inciso: marito e moglie) con all'attivo due dischi di post-folk-rock, fatti di canzoni stranite e imprevedibili, sospese tra silenzi minacciosi e catartiche impennate elettriche, arricchite da una voce sofferta e intensa, una batteria secca ed essenziale e discrete dosi di elettronica povera. Il loro esordio Three Cherries (tre anni fa, su Perishable, l'etichetta degli stessi Califone) fu tra i dischi dell'anno per Mucchio Selvaggio, il loro ultimo lavoro Trickboxes on the Pony Line ha già ricevuto consensi da molte riviste specializzate, su tutte la mitica Rolling Stone.

Recentemente in tour con Kingsbury Manx, Alan Sparhawk dei Low, Anomoanon (la band dei fratelli Oldham), i Sin Ropas sono una delle tante chicche che l'underground americano è ancora in grado di offrire. Rsvp: Neil Young, Flaming Lips, Califone

Per ascoltare qualcosa: www.sinropas.com e www.sadroborecords.com

Breve rassegna stampa

Su Three Cherries

"...la cara e vecchia scuola della lentezza è tornata a colpire: sintetizzatori riscoperti chissà in quale polverosa soffitta, chitarre che con una certa frequenza diventano slide, e un basso rigorosamente acustico, oltre alle imprescindibile parti vocali di Mr. Hurley, sono il dato che emerge con evidenza da queste otto malinconiche (non cupe) composizioni. Musica romantica, dove i riferimenti al nuovo millennio sono ridotti neppure ad una speranza e dove il gusto di (ri)scoprire armonie vere, che sanno toccare cuore e sentimenti, va ben oltre i contenuti di un'opera comunque consigliatissima" (Gabriele Pescatore, Mucchio Selvaggio n. 387, marzo 2000)

"...mirabile esempio di rock distorto e minimale..." (Luca Bonavia, Mucchio Selvaggio, febbr. 2001)

Su Trickboxes on the Pony Line:

"...Hurley s'è tenuto tutta per sé l'animaccia rock blues che era dei Red Red Meat: in quest'album ascoltate chitarre acide e tirate, ritmi ciondolanti, voce dolente e romantica, spesso sommersa proprio dal nitrire della sei corde..." (S.I. Bianchi, Blow Up, n. 62-63, luglio-agosto 2003)

A partire da domenica 12 ottobre prenderà il via la rassegna "Cinemago", il cineforum organizzato e curato nei dettagli da Roberto Beani, esperto cinefilo della zona... la peculiarità della rassegna è, oltre alla qualità delle proiezioni proposte, quella della doppia proiezione giornaliera: tutte le domeniche, infatti, ci saranno due differenti proiezioni, una alle 18 ed una alle 21,45; i film saranno accoppiati per tema proposto, o per riferimenti nelle trame, o saranno film dello stesso regista. I titoli in programma li potrete trovare sul sito www.tagomago.it

Inizia definitivamente anche la parte live del Tago Mago, con una serie di concerti e di eventi assolutamente da non perdere...si inizierà il 9 ottobre con i Sin Ropas, un gruppo americano composto da due elementi che propongono una miscela di country-rock, folk, rock'n'roll...fa parte del gruppo anche un elemento dei più famosi Califone, già conosciuti durante i vecchi tour in italia ed apprezzati dalla critica e dal pubblico; ma l' evento del mese è senza dubbio quello del giovedì succesivo, il 16 ottobre, con il concerto di Damo Suzuki, l' ex cantante dei Can, uno dei gruppi di punta della scena kraut rock degli anni '70 ed autore tra l' altro del seminale album "TAGO MAGO"...inoltre è già stata confermata anche la data dell' 11 novembre, martedì, con j Mascis, l' ex cantante dei Dinosaur jr...anche in questo caso, tutte le date in programma saranno sul sito www.tagomago.it

con preghiera di pubblicazione e diffusione

stefano rossi

via carbonia 13

54100 massa (MS)

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