 |
Prima di lui, Phil Read (125, 250 e 500) e Mike "the bike" Hailwood
(250, 350 e 500): nomi leggendari della storia del motocliclismo.
Figlio dell'ex pilota degli anni '70 Graziano Rossi e di Stefania Palma,
Valentino è nato a Urbino, è cresciuto a Tavullia (PS), ma ormai risiede
a Londra. Il padre Graziano si classificò terzo al campionato mondiale
250 nel 1979 su una Morbidelli.
Il piccolo Rossi ha quindi iniziato a seguire le gare del campionato del
mondo ancora prima di camminare e di stare in equilibrio su due ruote.
Le sue prime esperienze agonistiche sono a quattro ruote: il 25 aprile
1990 il giovanissimo Rossi vince la sua prima gara di go-kart.
I costi per intraprendere uno sport del genere erano però troppo elevati
e così, di comune accordo con il padre, decide di passare alle minimoto.
E' la scelta vincente. Il giovane pilota di Tavullia comincia a vincere
le gare e campionati a ripetizione, e nel 1993, sulla pista di Magione,
debutta in sella a una moto vera, una Cagiva 125.
Campione italiano della Sport Production nel 1994, l'anno successivo
conquista il titolo nazionale della 125 (a sedici anni: il più giovane
della storia) e si piazza terzo nel campionato europeo della stessa
categoria.
Il 1996 è l'anno dell'esordio mondiale: arriva alla prima vittoria (GP
Repubblica Ceca a Brno), preceduta dalla prima pole position. Da qui in
poi possiamo osservare un dato curioso: Valentino Rossi ha sempre vinto
il Mondiale negli anni dispari e sempre nella seconda stagione in una
classe. Se dovessimo quindi stilare una tabella sinottica,
risulterebbero questi dati: vittorie sulla 125 nel 1997 e sulla 250 nel
1999, mentre nel 2001 abbiamo la vittoria nella classe 500.
A rigor di cronaca, comunque, bisogna dire che è nel 1997 che esplode
definitivamente il fenomeno Rossi sul piano mediatico, grazie senz'altro
ai suoi successi ma anche alla capacità innata di saper conquistare il
pubblico, ad esempio con i suoi incredibili modi di festeggiare ogni
successo. Travestimenti, prese in giro, scherzi che entrano nel mondo
delle corse. In tutti i circuiti gli appassionati aspettano l'ennesima
"trovata" del pilota di Tavullia, che a seconda delle circostanze, si
trasforma in Robin Hood, Superman, o gladiatore.
Per non parlare poi della sua eterna rivalità con l'altro campionissimo
Max Biaggi, stella inizialmente oscurata dall'astro Rossi. Una
rivalità che ha dato origine a numerosi e spiacevoli dissapori.
In conclusione, Rossi ha finora disputato un numero incredibile di gran
premi arrivando a vincerne circa il 50% e conquistando un altrettanto
notevole numero di pole position.
Valentino a 22 anni e 10 mesi, è stato il quarto più giovane campione
mondiale della storia, dopo Freddie Spencer (il più "verde" in assoluto,
con 21 anni, 7 mesi e 14 giorni), Mike Hailwood e John Surtees.
Nessuno però ha mai vinto tanti Gran premi prima di compiere i ventitrè
anni: 37. Il più vicino a realizzare questo record è Loris Capirossi
che, da Under 23, conquistò ben quindici successi.
Il 12 ottobre 2003 è stata una giornata storica per il mondo dei motori
e per l'orgoglio italiano: mentre nella F1 la
Ferrari entrava nella storia vincendo il suo quinto titolo mondiale
"costruttori" consecutivo (e
Michael Schumacher entrava nella storia vincendo il suo sesto titolo
mondiale), Valentino - 24 anni - saliva sul gradino più alto del podio
festeggiando il suo quinto titolo mondiale, il terzo consecutivo nella
classe maggiore, proiettandosi con merito, come una leggenda vivente,
tra i più grandi di sempre.
Ma il fenomenale Valentino "The Doctor" Rossi, non finisce di stupire:
nel 2004, non senza polemiche e dubbi sul suo futuro, passa alla Yamaha.
Sin dalle prime gare si dimostra competitivo: qualcuno si stupisce,
altri credono sia tutto normale. Lottando a denti stretti di volta in
volta con
Biaggi o con
Sete Gibernau, Rossi dimostra prepotentemente le sue doti fenomenali
di grinta e concentrazione, arrivando a vincere il mondiale con una gara
di anticipo. Noto per le sue simpatiche trovate (scenette in pista,
travestimenti, magliette), per l'occasione, a fine gara Valentino
indossava casco e maglietta con un messaggio essenziale quanto efficace
- scritto nero su bianco - che la dice lunga su ciò che rappresentano le
emozioni che questo grande campione sa trasmettere agli appassionati:
"che spettacolo".
Il "dottor Rossi" è diventato veramente dottore il 31 maggio 2005,
quando gli è stata conferita la laurea ad honorem in 'Comunicazione e
pubblicità per le organizzazioni', dalla facoltà di Sociologia
dell'Università di Urbino "Carlo Bo".
|